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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante con il Mio Amante

Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Di fuori, sono la moglie perfetta: casa in ordine, cene con mio marito Paolo, serate a teatro. Lui mi bacia la fronte ogni mattina, dice che sono la sua roccia. Ma dentro… dio, dentro brucio. L’anello al dito luccica mentre digito sul telefono, ‘Ti amo, a stasera’. E penso a lui, a Luca, il mio amante. Collega, occhi neri, mani forti. Ci scriviamo codici, ‘Riunione 18:30’. Il cuore mi martella già.

Oggi è stato un inferno al lavoro. Clienti, riunioni, sorrisi finti. Paolo mi chiama a pranzo: ‘Porto a casa la torta della mamma’. ‘Perfetto, amore’. Riattacco, le mutandine già umide. Guardo l’orologio. 18:00. Esco fingendo una chiamata urgente. L’ascensore scende piano, troppo piano. Sudore freddo sulla schiena. E se Paolo chiamasse ora? E se un collega mi vedesse?

La Routine Perfetta e il Fuoco Nascosto

Il garage è semibuio, umido. La sua macchina nera, familiare. Parcheggio accanto, scendo. Luca è lì, camicia aperta sul petto villoso. ‘Sofia…’. Mi afferra la vita, mi bacia duro. Sento il suo cazzo già gonfio contro la mia pancia. ‘Presto, dobbiamo fare in fretta’. Annuisco, colpevole, eccitata. L’anello tocca la sua pelle mentre gli slaccio i pantaloni. Esce duro, venoso, la cappella viola. Lo prendo in mano, palpito. ‘Cazzo, quanto mi manchi’. Mi inginocchio sull’asfalto freddo, ignoring il rischio: custodi, auto che passano.

L’Incontro Esplosivo nel Garage

Lo ingoio tutto, gola piena, saliva che cola. Succhio forte, lingua sul frenulo, lui geme piano: ‘Brava troia mia’. Mi alzo, alzo la gonna, via mutande. ‘Scopami ora’. Mi piega sul cofano, gambe larghe. Sento la fica spalancata, bagnata fradicia. Entra di colpo, uno, due affondi violenti. ‘Ah! Sì, così!’. Il suo cazzo mi riempie, sbatte sul collo dell’utero. Mano sulla bocca per non urlare. L’anello graffia il metallo della macchina. Cuore in gola, occhi aperti sul garage: e se arriva qualcuno? Lui accelera, palle che sbattono sul mio clito. ‘Vengo… dentro?’. ‘Sì, riempimi!’. Sgorga caldo, sperma che cola sulle cosce.

Tiro giù la gonna, tremante. Bacio veloce, ‘A presto’. Torno in ascensore, specchiandomi: rossetto sbavato, capelli scompigliati. Acqua fredda in bagno ufficio, trucco rifatto. Paolo chiama: ‘Sto arrivando’. ‘Anch’io, tesoro’. Guido a casa, fica che pulsa ancora, mutande zuppe di lui. Paolo mi abbraccia: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca’. Sorrido, cucino, rido alle sue battute. Ma dentro, il segreto mi eccita da morire. Domani? Un altro rischio. Non smetto. Non posso. Questa doppia vita è la mia droga.

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