You are currently viewing La Mia Doppia Vita: Il Brivido di una Scopata Segreta con uno Sconosciuto

La Mia Doppia Vita: Il Brivido di una Scopata Segreta con uno Sconosciuto

Mi chiamo Teresa, tutti mi chiamano Tess. Di giorno sono la moglie perfetta di Marco, impiegata in un ufficio di Milano, con tailleur elegante e sorriso professionale. Sposati da dieci anni, casa ordinata, cene in famiglia. Ma dentro, brucio. Quel fuoco che il matrimonio ha spento. Cerco l’adrenalina sui siti di incontri, anonima, senza foto del viso. Ieri, ho mandato un messaggio a quel ragazzo, Luca, ventenne timido che ha risposto all’annuncio. ‘Vieni sotto il mio palazzo, ore 14, stanza al terzo piano.’ Cuore in gola mentre esco dall’ufficio. L’anello nuziale luccica al dito, freddo contro la pelle calda. Guido veloce, parcheggio lontano. Scendo, tacchi che cliccano sul marciapiede. Lo vedo lì, magrolino, occhiali, mani in tasca, sudato. ‘Sei tu?’ mormoro, voce tremante. Annuisce, occhi bassi. ‘Andiamo.’ Salgo le scale piano, fianchi che ondeggiano vicino al suo viso. Sento il suo respiro accelerare. Io? La fica già umida, mutandine appiccicose. ‘Ho solo mezz’ora, devo tornare a casa dal marito,’ dico, semi-mentendo. È vero, ma lui non sa quanto è rischioso.

Entriamo nella stanzetta rosa, affittata per queste follie. Chiudo la porta, verro. ‘Pago prima?’ balbetta lui, tirando fuori i soldi. No, non è prostituzione, è il mio vizio segreto, gratis o quasi, per il brivido. Ma lascio che paghi, rende tutto più sporco. Mi tolgo il cappotto, gonna stretta che sale sulle cosce. ‘Spogliati,’ ordino, voce rauca. Lui trema, cazzo già mezzo duro nei boxer. Io mi giro, slaccio il reggiseno, tette pesanti che rimbalzano libere. Dietro il paravento, lavo la fica veloce, peli biondi bagnati. Torno nuda, lo prendo per il cazzo, lo savono sotto l’acqua. ‘Mmm, che bel uccellino,’ dico, masturbandolo piano. Geme, mani sulle mie chiappe. Pelle d’oca. Mi sdraio sul letto, apro le gambe. ‘Toccami.’ Dita maldestre sulla fica, grandi labbra gonfie, clitoride che pulsa. Sospiri veri, non finti. ‘Cazzo, mi fai bagnare,’ ansimo. Lui infila un dito, poi due, gratta il punto G. Io guido la sua mano, l’altra sul suo cazzo duro. Orgasmo arriva veloce, forte, ventre che si contrae, succo che cola sul culo. ‘Porca troia, vengo!’ urlo, tremante.

La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito

Non basta. Lo spingo giù, gli succhio il cazzo, saliva che cola, palle in bocca. ‘Lecco il tuo culo?’ chiedo, eccitata dal proibito. Annuisce. Lingua sul suo buco, lui impazzito. Poi 69: la sua bocca goffa sulla mia fica, lingua larga che mi fotte, naso sul clitoride. Io ingoio il suo cazzo fino in gola. Altro orgasmo, lo blocco lì, fica che schizza. ‘Fottimi ora!’ Monto sopra, fica che ingoia il suo cazzo gonfio. Cavalcata furiosa, tette che sbattono, anello che sfrega la sua pelle. ‘Pensa se mio marito sapesse,’ gemo, più eccitata. Lui ansima, ‘Sei una troia sposata.’ Stringo la fica, lo milko. Viene dentro il preservativo, io vengo ancora, urlando. Tempo scaduto, sudati, appiccicosi.

Lo spingo fuori gentile, ‘Torna quando vuoi.’ Chiudo la porta, gambe molli. Mi rivesto veloce, lavo via i segni, ma l’odore di sesso resta. Torno a casa, bacio Marco, ‘Com’è andata al lavoro?’ ‘Bene, amore.’ Cucino, sorrido, ma la fica pulsa ancora, mutandine fradice. Stanotte, mentre lui dorme, mi tocco ripensando. Questo segreto mi fa viva. L’anello al dito, il suo sperma quasi ingoiato, il rischio di essere beccata. Dio, quanto mi eccita. Domani? Un altro messaggio. Non resisto.

Leave a Reply