Sono Laura, avvocatessa di 38 anni, sposata da 15 con un uomo gentile, due figli, casa in ordine, carriera invidiabile. Di giorno sorrido ai clienti, stringo mani in tailleur impeccabile, l’anello nuziale brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… cazzo, dentro brucio. Ogni sera, mentre mio marito guarda la TV, io penso a lui, al mio amante segreto. Non è un tipo da ufficio. È Marco, l’operaio del cantiere vicino, braccia tatuate, mani ruvide, cazzo grosso come un manganello. Ci vediamo da mesi, di nascosto. Stasera ho mentito: ‘Tesoro, esco con le colleghe per un drink’. Invece guido verso quel prato isolato in campagna, cuore che mi pompa nelle tempie. Parcheggio la macchina, scendo scalza sull’erba umida. La luna illumina tutto, argento pallido. Mi siedo, gonna sollevata, mutandine già bagnate. Tocco la fica attraverso il pizzo, dita che scivolano lente. ‘Dio, se mi vedono…’, penso, ma l’adrenalina mi fa gemere piano. L’anello al dito cattura la luce mentre mi masturbo, contrasto che mi eccita da morire.
Sento passi. È lui. Marco mi fissa, occhi famelici, pantaloni tesi dalla verga dura. ‘Porca troia, Laura, sei già pronta?’, ringhia basso. Non dico niente, solo allargo le cosce. Si inginocchia, afferra i miei piedi nudi, unghie rosse sotto la luna. Succhia l’alluce, lingua calda che lecca la pianta, sapore salato di erba e sudore. ‘Mmm, i tuoi piedini da puttana…’, mormora. Io gemo, cuore in gola. Le sue mani ruvide salgono sulle caviglie, cosce, sfiorano l’anello mentre infila dita nella fica fradicia. ‘Basta, scopami ora’, ansimo. Si spoglia veloce, cazzo eretto, vene gonfie, cappella viola luccicante di pre-sborra. Mi butta giù, bocca sulla fica, lingua che scava dentro, succhia il clitoride come un affamato. ‘Sei zuppa, sposina infedele’, ride. Io gli afferro i capelli, spingo il bacino. Poi lo prendo in bocca, pompino vorace: ingoio fino in gola, gusto muschiato, saliva che cola. ‘Cazzo, sì, succhialo tutto’, grugnisce lui, pompa piano.
La Tensione della Mia Vita Perfetta
Non resisto. ‘Prendimi, forte’. Mi gira a pecorina sull’erba fresca, erba che punge le ginocchia. Entra di colpo, cazzo che spacca la fica, palle che sbattono sul culo. ‘Ahhh! Più duro!’, urlo piano, terrorizzata ma eccitata dal rischio. Un dito sul buco del culo, lo bagna con i miei succhi, lo infila piano. Doppio piacere, mi tremano le gambe. Lui martella, sudore che cola, ‘La tua fica è mia, non di quel coglione di tuo marito’. Io vengo prima, spasmi violenti, squirto sul suo cazzo. Lui continua, grugnendo, poi esplode dentro, sborra calda che mi riempie. ‘Prendila tutta, troia’. Crollo, fiato corto, erba appiccicata alla pelle.
Ci rivestiamo in fretta. ‘Devo andare, lui mi aspetta’, dico, bacio veloce. Guido a casa, fica che pulsa ancora, mutande zuppe di sborra. Entro piano, marito dorme. Mi lavo veloce, ma sotto la doccia mi tocco di nuovo, ripensando al suo cazzo, all’anello che ha sfiorato la sua pelle ruvida. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, ma stasera… stasera ho vissuto. Questo segreto mi fa sentire viva, potente. Il brivido di rischiare tutto per un orgasmo da urlare. Non smetterò mai.