Ho 36 anni, sposata da dieci, due figli piccoli. Di giorno sono la manager impeccabile in un ufficio di Milano, seria, con l’anello al dito che brilla sotto le luci al neon. Ma ogni estate scendo in Riviera Ligure, al ristorante di famiglia sulla spiaggia. Lì ho Marco, il nuovo cameriere. Alto, occhi scuri, sorriso che mi fa tremare le ginocchia. All’inizio, chiacchiere innocenti sul lavoro, sui libri che leggiamo. “Ti piace Calvino?” gli chiedo, e lui ride, mi sfiora la mano passando un vassoio. Il cuore mi batte forte. Mio marito sa che lavoro tanto, non sospetta nulla. Abbiamo un patto tacito: estate libera, ma niente di serio. Eppure con Marco… è diverso.
Una sera, dopo il turno, finiamo in un locale sul lungomare. Coppie che ballano lente, mani che scivolano sotto gonne corte. Ne indichiamo una: lui le stringe il culo sodo, visibile sotto la plissettata. “Che bel culo,” sussurro. Marco arrossisce: “Pagherei per toccarlo.” Ridiamo, ma l’aria si scalda. “Io e mio marito… non siamo fedeli al 100%. Piccole follie, da raccontare.” Lo dico piano, il cuore in gola. Lui annuisce: “Stesso con la mia. Ma con te… mi fai venire i brividi.” Le sue dita sfiorano le mie, l’anello freddo contro la sua pelle calda. Mi bagno. “Non scopiamo mai da soli,” propongo, voce tremante. “Solo giochetti da porci.” Annuisce, mi stringe la mano sul culo mentre balliamo. L’urgenza sale: domani mattina turno alle sei.
La Tensione del Segreto
Torniamo al residence, stanze vicine. Busso alla sua porta, cuore che martella. Entro in camicia da notte, nuda sotto. “Non ce la faccio più,” ansimo. Si spoglia, cazzo duro che pulsa. Mi appoggio al muro, apro le gambe: “Guardami.” Mi tocco la fica bagnata, dita che scivolano sul clitoride gonfio. Lui si siede sul letto, afferra l’uccello, lo sega piano. Occhi negli occhi. “Sei stupenda così, troia,” geme. Avanzo, gli soffio sul cazzo, lo vedo fremere. Mi giro, gli mostro il culo: labbra gonfie, umide. Torno di fronte, accelero: “Voglio venire guardandoti.” Lui ansima, pre-sperma che cola. L’orgasmo mi travolge, squirt sulle cosce, gambe che tremano. Lui schizza lontano, sperma caldo che quasi mi bagna i piedi. “Cazzo, che forte,” sussurra. Spengo la luce, esco: “A domani, porco.”
Il giorno dopo, lavoro come se nulla fosse. “Buongiorno,” sorrido al capo, all’anello che luccica. Marito chiama: “Tutto ok?” “Sì, amore.” Ma sotto la gonna, mutandine umide dal ricordo. Ogni pausa, sguardi con Marco: il segreto ci lega, eccitante. Non abbiamo scopato, ma quel brivido… mi fa sentire viva. Due vite: la moglie perfetta, la puttana nascosta. E non vedo l’ora del prossimo rischio. Dio, quanto mi eccita.