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La Mia Doppia Vita: Sposata e Infedele sul Barchino Segreto

Mi chiamo Sofia, ho 42 anni, avvocatessa rispettabile a Genova. Sposata da 15 anni con Marco, il marito perfetto: casa in collina, figli grandi, cene con amici. Tutti mi invidiano. Ma… c’è un ma grande quanto il suo cazzo mancato. Ho un amante, Alessio. Viviamo un segreto su un barchino ormeggiato nel porto vecchio, noleggiato per l’inverno. Di giorno, io in tailleur, alleanza al dito che luccica sotto le luci dell’ufficio. Di notte, o meglio, nei ritagli rubati, la sua mano ruvida che mi afferra il culo mentre mi sbatte contro il parapetto.

Oggi è stato uno di quei giorni. Al lavoro, riunione con clienti. Sorrido, annuisco, prendo appunti. Ma sotto il tavolo, le cosce si stringono. Il telefono vibra: ‘Stasera? Porto fermo, 18:30. Non farmi aspettare.’ Cuore che martella. Guardo l’alliance, la ruoto nervosa. Marco mi ha mandato un messaggio: ‘Tesoro, cena con i suoceri?’ ‘Sì, amore, arrivo tardi dall’ufficio.’ Bugia. Sempre bugie. L’adrenalina mi bagna già la fica. Esco di corsa, salto in macchina. Parcheggio lontana, cammino veloce sul molo. Il sole cala, ombre lunghe. Lo vedo lì, appoggiato alla passerella, sorriso da bastardo. ‘Sei in ritardo.’ Mi tira dentro, porta chiusa con un calcio.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Non perdiamo tempo. ‘Ho solo mezz’ora,’ ansimo, già con la gonna alzata. Lui ride, mi spinge sul lettino della cabina. ‘Basta per farti urlare.’ Mi strappa le mutande, le ficca in bocca. ‘Silenzio, o ci sentono.’ Il suo cazzo è già duro, grosso, venoso. Lo prendo in mano, lo lecco veloce dalla base alla cappella, saliva che cola. Geme piano. Poi mi gira, a pecorina. Sento la punta contro la fica fradicia. ‘Sei sempre così bagnata per me.’ Spinge dentro, uno colpo secco. Ah! Mi riempie tutta, mi spacca. Le sue mani sui fianchi, unghie che graffiano. Pompa forte, ritmo animalesco. Le palle che sbattono sul mio clitoride, schiocchi umidi. Io mordo le mutande, ma escape un ‘Cazzo, sì!’ Il cuore mi esplode nel petto, sudore che cola tra le tette libere dalla camicetta aperta. Mi afferra i capelli, tira indietro. ‘Dimmi che sei mia.’ ‘Tua… solo tua… mentre lui pensa che stiri.’ Rido nervosa, eccitata. Accelera, mi martella. Sento l’orgasmo arrivare, violento. Stringo la fica intorno al suo cazzo, vengo tremando, succhiandolo dentro. Lui grugnisce, si svuota caldo, fiotti che mi inondano il ventre. Crolliamo, ansanti. ‘Vattene ora,’ sussurra, baciandomi il collo.

Mi rivesto di fretta, trucco rifatto nello specchio appannato. Esco, aria fresca sul viso arrossato. Cammino verso la macchina, gambe molli, sperma che cola piano nelle mutande. Telefono a Marco: ‘Sto arrivando, scusa il ritardo.’ Lui: ‘Ti amo.’ ‘Anch’io.’ Sorrido nello specchietto. Torno a casa, cena, chiacchiere banali. Bacio i figli, abbraccio il marito. Ma dentro, brucio. L’alliance al dito, il suo odore ancora sulla pelle. Domani, un altro giorno da perfetta moglie. Ma stasera, sul barchino, ero la sua troia. Questo segreto mi fa viva. Il rischio di essere beccata? Mi fa venire di nuovo solo a pensarlo. Non smetterò mai.

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