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La Mia Doppia Vita: Il Salone Privato e l’Amante Mascherato

Dio, non so da dove iniziare. Sono Maria, 38 anni, sposata con un avvocato impeccabile, due figli, casa in ordine a Milano. Gestisco un ristorante nel centro commerciale, clientela di cadre, tutto rispettabile. L’anello al dito luccica mentre servo i tavoli, sorrido ai miei ospiti. Ma dentro… dentro brucio. Ho una doppia vita. Loro vengono qui, i ‘speciali’. Maschere oscure sul viso, voci robotiche. Armadio a Ghiaccio, Balai nel Culo, il Capo con occhi blu che immagino. E il mio… il mio è quello che mi fissa sempre di più. Lo riconosco dal corpo, dalle mani forti. Cuore che mi martella quando entrano. ‘Una tavola per due’, dice lui. Io annuisco, sudata sotto il grembiule. Li porto nel salone privato, insonorizzato, vetri oscuri. ‘Solo io entro, suono prima’. Loro controllano tutto, come sempre. Io preparo piatti enormi, entro quando la luce è verde. Verso acqua, sorrido. Ma i miei occhi cercano i suoi. Esco, cronometro a quindici minuti. Torno con i dessert. Fuori, la mafia inizia a girare. Quel tipo con la cicatrice mi minaccia: ‘Protezione, venti per cento’. Rido, gli mostro il salone coi speciali dentro. Scappa. Ma loro spariscono per giorni. Panico. Torno a casa, bacio mio marito, ma penso a lui. La fica mi pulsa. L’urgenza cresce. Ogni pausa pranzo è un’agonia. Voglio il rischio, l’anello che sfrega contro la sua pelle mentre mi scopa.

Poi arriva il giorno. Dodici mafiosi invadono. Armi, negoziano animati. Io servo, sudore freddo. Dessert, sorbetti alla pera. Boom! Vetri rotti, urla. Un brigante mi afferra, pistola al collo. ‘Un passo e la ammazzo!’ Corpi ovunque, cadaveri. I speciali escono dall’ombra, neri come spettri. Lui… il mio, mi guarda. Segnali con dita, bicipiti. Io so la mossa. Adrenalina pura. Lancio il corpo, lo disarmo, gli punto la pistola alla testa. Bam! No, lui devia il mio tiro. Mi salva da un omicidio. ‘Brava’, sussurra. Mi portano fuori, coperta su di me. ‘Hai usato me come esca!’, urlo al Capo. Lui ordina Sorbitan, una pillola. Dolce-amara, mi rilassa. Ma non dormo del tutto. Nel caos, dopo, lui mi trascina nel salone distrutto. Porta chiusa, vetri rotti. ‘Maria… cazzo, ho bisogno di te ora’. Maschera via, occhi blu che bruciano. Cuore in gola. ‘Siamo pazzi, gli altri sono qui’. Ma le sue mani sul mio culo, sotto la gonna. ‘Shh, veloce’. Mi gira, pantaloni giù. Il suo cazzo duro, grosso, mi sfrega la fica bagnata. ‘Sei fradicia, troia mia’. Entro di colpo, urlo soffocato. Anello che graffia il tavolo mentre mi sbatte. Forte, rapido. ‘Prendilo tutto, prima che tornino’. Palle che sbattono, clitoride che pulsa. Vengo tremando, lui mi riempie di sborra calda. ‘Torna da tuo marito con me dentro’. Ansimo, gambe molli.

Il Contrasto tra Moglie Perfetta e Desiderio Nascosto

Esco, sorrido ai clienti rimasti. Pulisco il disastro, chiamo mio marito: ‘Tutto ok, arrivo’. Guido a casa, sborra che cola tra le cosce. Bacio lui, cena normale. Ma rido dentro. Il segreto è mio. L’odore di sesso sotto il profumo. Domani riaprirò, li aspetto. Il brivido… Dio, non smetterò mai. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire.

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