Mi chiamo Sofia, ho 32 anni, sono un’avvocata rispettabile a Milano. Sposata con Matteo, trader di successo, casa grande, due figli piccoli. Di giorno, tailleur impeccabile, riunioni, caffè con colleghe. L’anello al dito brilla sempre, simbolo della mia vita perfetta. Ma dentro… c’è un fuoco che brucia. Daniele, l’amico di Matteo dal liceo. Internista romantico, capelli lunghi, occhi sognanti. Lo conosco da anni, dal bar di Tito, il nostro quartiere. Matteo e i suoi amici, Tommaso il meccanico muscoloso e Filippo il fighetto, ci vanno sempre. Io ci passo ‘per caso’ dopo lavoro.
Stasera, come al solito, Matteo mi bacia sulla guancia. ‘Vai alla riunione?’ Annuisco, bugia facile. ‘Sì, tardi stasera.’ Cuore che batte forte mentre guido verso il bar. Il telefono vibra: ‘Vieni, Sofia. Non resisto più.’ È lui, Daniele. Le mani tremano sul volante. Penso a Matteo che prepara la cena coi bimbi, ignaro. L’anello mi stringe il dito, lo tocco, mi eccita il contrasto. Parcheggio, entro nel bar. Tito mi sorride, ‘Buonasera signora avvocata.’ Filippo e Tommaso ridono a una battuta, non sospettano nulla. Daniele è in fondo, mi guarda. Occhi che dicono tutto. ‘Un bicchiere veloce,’ dico a Tito. Ma è una scusa.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
Mi siedo vicino a lui, gambe che si sfiorano sotto il tavolo. ‘Sofia… sei bellissima stasera.’ La sua mano scivola sulla mia coscia, sotto la gonna. Sento la fica che si bagna all’istante. ‘Daniele, non qui… Matteo…’ Ma lo dico piano, eccitata. Filippo ci guarda strano, ma pensa sia chiacchiera tra amici. ‘Andiamo dietro,’ sussurra lui. Il cuore mi esplode nel petto. Ci alziamo, ‘Vado in bagno,’ dico agli altri. Lo seguo nel retro, magazzino buio, casse di birra, odore di alcol e fumo. Chiude la porta. ‘Ti voglio da morire.’ Mi bacia forte, lingua dentro, mani ovunque. Strappa il tailleur, reggiseno giù, le mie tette grosse saltano fuori. Le succhia i capezzoli duri, mordo il labbro per non urlare.
L’Acte Esplosivo e il Ritorno al Segreto
‘Qui? È rischioso…’ dico, ma allargo le gambe. Mi alza la gonna, mutande da parte. ‘Sei fradicia, troia mia.’ Due dita dentro la fica, pompa veloce. Geme: ‘Cazzo, Sofia, sei stretta.’ Mi giro, mani sul muro, gli offro il culo. Tira giù i pantaloni, cazzo duro, grosso, vene gonfie. Me lo struscia sulla fica, poi spinge dentro. ‘Ahhh!’ Urlo piano, mi tapa la bocca. Scopa forte, colpi secchi, palle che sbattono. ‘Ti piace, eh? Mentre tuo marito ti aspetta.’ Annuisco, gemo: ‘Sì, scopami più forte!’ Sento la sborra che sale, ma rallenta. Mi fa girare, mi sbatte contro il muro. ‘Succhiamelo.’ Mi inginocchio, lo prendo in bocca, lingo la cappella, succhio profondo. Sale e scende, saliva che cola. ‘Brava puttana.’ Poi mi rialza, mi penetra di nuovo, gambe intorno ai fianchi. Orgasmosimultaneo: lui mi riempie di sborra calda, io tremo, fica che pulsa, liquido che cola sulle cosce.
Cinque minuti, non di più. Ansimo, mi sistemo. ‘Devo andare.’ Bacio veloce, ‘Domani?’ Annuisco. Esco, sorrido a Filippo e Tommaso, ‘Notte, ragazzi.’ Guido a casa, mutande bagnate di sborra, profumo di sesso addosso. Matteo: ‘Com’è andata la riunione?’ ‘Bene, stanca.’ Bacio i bimbi, cena. Dentro, eccitazione pura. Segreto mio, doppia vita. L’anello luccica innocente, ma la fica pulsa ancora. Non vedo l’ora della prossima volta. Questo brivido… mi fa viva.