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La Mia Notte Proibita al Lady’s: Il Glory Hole che Mi Ha Fatto Impazzire

Mi chiamo Elena, ho 36 anni, avvocatessa a Milano, sposata con Marco da dieci anni, due figli. Di giorno, tailleur impeccabile, riunioni, sorrisi professionali. Di notte… beh, quella è un’altra storia. Sabato sera, gli ho detto: ‘Tesoro, esco con le ragazze, una serata tra amiche’. Lui ha annuito, ignaro. Il cuore mi batteva forte mentre guidavo verso il Lady’s, quel club libertino che visito di nascosto da mesi. L’adrenalina del segreto mi bagna già le mutandine.

Ho indossato la minigonna che mi fascia le cosce lunghe, un bustier stretto che spinge su le tette. Niente di volgare, solo sexy da morire. Alle 23:30, parcheggio. Entro, la musica pompa, corpi sudati sulla pista. Ballo, e mani anonime mi sfiorano il culo, le cosce. ‘Solo per la folla’, mi dico, ma il brivido mi fa pulsare la fica. Al bar, incontro quella coppia che conosco di vista: lei, mora con capelli lunghi, occhi maliziosi; lui, alto, coda di cavallo. ‘Ciao Elena, sempre più bella’, mi dice lei. Chiacchieriamo un quarto d’ora, ridiamo di nulla. Loro vengono ogni mese, io fingo di essere nuova.

Il Mensonge per Scappare dalla Routine

Faccio un giro nelle sale. In una, due coppie scopano vicine: gemiti, cazzi che entrano ed escono da fiche rasate. Mi fermo un minuto, il respiro accelera. L’alliance al dito brilla sotto le luci fioche, contrasto con la mia voglia sporca. ‘Devo provare qualcosa di più’, penso. Esco, nervosa, eccitata. La tensione sale: e se mi riconoscessero? E se Marco chiamasse? Ma il desiderio vince.

Vado in quella sala buia accanto alla pista. Musica ovattata. Chiudo gli occhi dieci secondi, come in un gioco. Li apro: buio pesto, ma vedo i buchi nel muro. Sei fori. Glory hole. Il cuore mi martella nel petto. Mi inginocchio sul tappeto morbido, ginocchia che tremano. Dal primo buco spunta un cazzo: venoso, duro. È anonimo, non so di chi. ‘Perché no?’, mi dico. Lo prendo in mano, pelle calda, pulsazioni. Lo lecco dalla base, testicoli lisci passati dall’altra parte. Lo succhio piano, lingua che gira sul glande. Gemo piano, la fica mi cola.

L’Esplosione nel Buio del Glory Hole

Arriva una coppia. L’uomo guarda, poi passa il suo cazzo nel buco accanto. La mora si inginocchia vicino a me, sorridiamo complici. ‘Sei brava’, mi sussurra. Ora due cazzi: il mio è familiare? No, anonimo. Lei ingoia il suo fino in gola, senza vomitare. ‘Come fai?’, penso, gelosa. Io accelero, mano che pompa, bocca che aspira. Ne arrivano altri: tre, quattro, sei cazzi duri davanti a noi. Tre donne ora, ma io e lei competiamo. ‘Vediamo chi lo fa venire prima’. Prendo un cazzo grosso, vena gonfia sotto il pollice. Non entra tutto in bocca, ma lo lavoro: lingua sul freio, suzioni forti. Lui spinge contro il muro, urlando.

Sborra calda mi riempie la bocca: primo jet sotto la lingua, secondo sulla faccia. Ingoio, salato ma buono. La mora ride, accelera sul suo. Gemiti, spruzzi sulla sua guancia. Il suo uomo? Il mio vicino? Non so. Mi guarda, sperma di mio marito? No, anonimo. Ci alziamo, ci baciamo: lingue che si intrecciano, mani sul culo, corpi appiccicati. Sento il suo sapore misto al mio.

Esco barcollando, faccia appiccicosa, mutande fradice. Guardo l’orologio: quasi mezzanotte, devo rientrare. Guido a casa, cuore ancora a mille. Marco dorme. Mi infilo a letto, puzzo di sesso. Mi tocco piano, ripensando ai cazzi anonimi, al bacio. Domani sorriderò al lavoro, alliance luccicante. Ma dentro, brucio. Il segreto è mio, il brivido mi tiene viva. Non vedo l’ora del prossimo.

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