Dio, non ce la faccio più a tenere questo segreto dentro. Sono Sofia, 38 anni, avvocatessa a Milano, sposata con Giovanni da 12 anni. Due figlie adorabili, casa perfetta, vita impeccabile. Tutti mi vedono come la donna in carriera, fedele, seria. Ma… c’è un ma grande quanto il mio desiderio represso. Da anni, quando andiamo in vacanza con gli amici Paolo e Laura in quella casa con piscina in Bretagna, ovest della Francia, io e Paolo… parliamo di sesso. Solo noi due, di nascosto. Lui sa che mi rado completamente la figa, e io so che adora nuotare nudo, sentire l’acqua sul cazzo libero.
Eravamo lì da quasi due settimane. Bambini che giocano, mariti che chiacchierano, io in bikini, professionale anche in costume. Ma il cuore mi batteva forte ogni volta che incrociavo Paolo. L’anello nuziale al dito luccicava sotto il sole, mentre pensavo a quanto mi eccitasse l’idea di fargli vedere la mia fica liscia. L’avevamo già fatto, in passato: un lampo veloce in cucina, lui che abbassa il costume e mi mostra il cazzo semi-eretto. ‘Bella eh?’, mi diceva ridendo. Io arrossivo, ma la figa si bagnava all’istante. ‘Fammi vedere la tua’, supplicava lui. E io, un secondo, solo un secondo, giù il bikini. ‘Cazzo, Sofia, è perfetta, rasata come una bambina’. Il rischio… i nostri consorti a due passi. Adrenalina pura.
La Tensione del Segreto
Quel giorno, piscina deserta. Giovanni a fare la spesa, Laura con i bimbi in casa, Paolo ‘dorme’ davanti al Tour de France. Io sul lettino, all’ombra. Lo vedo arrivare, costume stretto. ‘Chiudi gli occhi, esco nudo’, mi fa. Io annuisco, ma dietro le lenti scure spio. Si sfila tutto, culo sodo, entra in acqua. Nuota, esce piano, proprio davanti a me. Cazzo lì, mezzo duro, bagnato. Prende l’asciugamano vicino a me, si sdraia. ‘Paolo… mostramela di nuovo?’. Lui ride piano. ‘Prima tu’. Abbasso il bikini, apro un po’ le gambe. ‘Cazzo, Sofia, che fica liscia. Posso… toccare?’. Cuore in gola, guardo la casa. ‘Troppo rischioso’. Ma lui insiste, dolce. ‘Solo un tocco’. Io cedo, allargo le labbra. Lui infila un dito, scivola dentro, bagnata fradicia. ‘Sei una troia dentro, eh?’. Geme piano.
L’Acte Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Due giorni dopo, sera. Bambini a letto, Giovanni in piscina a rinfrescarsi. Io e Paolo sul divano, io in bikini con camicia, lui con asciugamano dopo la doccia – nudo sotto, lo so. Film in TV, ma non guardiamo. ‘Paolo, mostrami il clitoride? No, il tuo cazzo’. ‘Perché?’. ‘Voglio vederlo duro’. Lui solleva l’asciugamano: cazzo dritto, cappella gonfia. ‘Tocca la mia figa?’. Abbasso, allargo le grandi labbra, clito turgido. ‘È bagnata?’, chiede. ‘Sì…’, infilo un dito, lo tiro fuori lucido. ‘Fammi sentire’. Lui ci mette il dito, spinge dentro, due nocche. ‘Cazzo, Sofia, sei strettissima e fradicia’. Io gemo, prendo il suo cazzo in mano. Caldo, venoso, duro come ferro. Lo calo e calo la pelle, cappella viola. ‘Brava, segami piano’. Lo muovo su e giù, urgente, sentendo il cuore scoppiarmi nel petto. L’anello sfrega la sua asta, contrasto pazzesco. ‘Ti piace il mio cazzo sposato?’. ‘Sì, troia, continua’. Sento rumore, acqua: Giovanni! Fermiamo tutto, lui copre, io rimetto su.
Paolo se ne va a letto, ‘A domani… o stanotte’. Io resto lì, figa che pulsa, colpa mista a eccitazione. Non è venuta quella notte, ma il segreto è nostro. Rientro da Giovanni, lo bacio, cucino, sorrido. Ma dentro, brucio. La doppia vita: di giorno mamma perfetta, avvocatessa, di nascosto… la sua puttana rasata. Non vedo l’ora della prossima vacanza. Dio, che brivido.