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Confessione: La Mia Doppia Vita con il Professore di Fronte

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da dodici con Marco, un avvocato impeccabile. Di fuori, sono la curatrice d’arte perfetta: tailleur eleganti, mostre di successo, cene con clienti. L’anello al dito brilla sempre, simbolo della mia vita ordinata. Ma dentro… dio, dentro brucio. Da quando ci siamo trasferiti in questo appartamento con vista sull’università per futuri insegnanti, tutto è cambiato. Mi annoiavo, guardavo fuori dalla finestra senza tende. Nuda, o in lingerie rossa, la mia preferita. Pensavo di essere sola.

Poi, quel giorno. Lui, il prof giovane, occhi verdi penetranti, non più di trent’anni. Chiudeva la tenda della sua aula, ma i nostri sguardi si incrociano. Io, mezza nuda, lui sorride. Il cuore mi esplode nel petto. Copro tutto, corro a comprare un voilage bordeaux, uguale alla mia lingerie. Lo appendo sul tabouret, sudata, eccitata. E lui? Lancia un cartone dalla finestra: “Sei crudele”. Arrossisco fino alle orecchie. Sa tutto. Sa che l’ha vista nuda nei giorni prima. Il mio segreto è iniziato lì, con quel brivido proibito. Di sera, a letto con Marco che russa, tocco me stessa pensando a lui, all’anello che sfrega contro la mia pelle mentre immagino le sue mani.

Lo Sguardo che Accende il Fuoco Proibito

Giorni di tensione. Lo vedo insegnare, esco sul balcone, lo fisso. Gli studenti ridono, uno urla: “Ti piace il prof? Te lo cediamo economico!”. Io rido: “Accettate carta di credito?”. Lui arrossisce, tira le tende, ma prima sussurra “Crudele”. Il mio corpo freme, la fica già bagnata solo a guardarlo. La vita pubblica continua: riunioni in galleria, Marco che mi bacia la guancia. Ma io? Vivo per quei momenti rubati, il cuore che batte forte, l’urgenza di rischiare.

Suona il citofono. Fiori nel vetro, penso al gallerista. Apro, e lui è lì. “Tu… qui?”. Silenzio pesante, i suoi occhi mi divorano. Entro, lo invito. “Entra, professore”. Si toglie le scarpe, ammira la vista sulla sua aula. “Bella vista, eh?”. Ride. Sfioriamo i miei quadri, urto contro di lui. “Mi fai impazzire, Elena. Smetti di disturbare le mie lezioni”. Ma le sue guance rosse lo tradiscono. “E tu? Con quel cartone…”. Si avvicina, bocca sul collo. “Faccio quello che voglio, quando voglio”. Mi bacia, profondo, le sue mani enormi mi stringono il culo. L’anello preme contro la sua schiena mentre lo tiro a me.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno al Segreto

Le orchidee cadono. Riempio il vaso, tremante. “Ho voglia di te, ora”. Mi strappa la camicetta, slaccia il reggiseno davanti. Succhia i capezzoli duri, li morde. Io gli strappo la camicia, sento il suo cazzo duro contro di me. Lo prendo in mano, grosso, pulsante. Mi inginocchio, lo infilo in bocca, lo lecco dal basso, succhio il glande. Geme forte, “Cazzo, Elena”. Mi sbatte la testa indietro, ma io lo tormento, lecca le palle soffici. Viene in bocca, sborra calda e salata, io ingoio tutto, lo pulisco.

Mi solleva sul bancone cucina, freddo sul culo nudo. Mi lecca la fica fradicia, tre dita dentro, pollice sul clito. Urlo, “Scopami, Alessandro”. Mi penetra di colpo, il suo cazzo enorme mi riempie, mi spacca. “Ti piace la mia verga?”. “Sì, cazzo sì!”. Mi baia selvaggio, colpi potenti, io vengo urlando, la fica che si contrae. Mi gira, mi prende da dietro, mano sui capelli, l’altra sull’anello che brilla. Viene dentro, caldo, profondo. Sudati, ansimanti.

Lui se ne va di fretta, lezione tra poco. Io sistemo tutto, l’anello lavato, trucco rifatto. Marco rientra, mi bacia. “Giornata buona?”. Sorrido, la fica ancora dolorante, piena di lui. Il segreto mi eccita da morire. Domani? Lo guarderò ancora. Questa doppia vita è la mia droga.

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