Dio mio, quel bastardo! Ho aperto la scatola di cartone proprio davanti al portone del mio palazzo vicino alle dune. Il mio nome calligrafato sul biglietto… solo per me. Vivo qui tutto l’anno, mentre d’estate arrivano i turisti. Dentro, un oggetto metallico lungo, con l’estremità oblonga, freddo al tatto. E un bonbon alla fragola, il mio ‘pimousse’ per lui. Poi l’origami a forma di onda: ‘Caffè di fronte alla boulangerie, ore 18. Se vuoi, sirena mia. PS: Niente reggiseno né mutande.’
Il cuore mi batte forte. Sono sposata da dieci anni, avvocato rispettabile, vita perfetta con Marco che lavora in città e torna stasera. Lui non sa niente delle nostre chat notturne, delle confidenze, dei deliri su forum letterari. È iniziato come gioco, provocazioni. Ora? Una fame che mi consuma. L’alliance al dito luccica mentre penso a quelle sue mani ruvide. Escito di casa, fretta. Doccia bollente, mi tocco pensando a lui, vengo forte ma non basta. Indosso il vestito rosso attillato, nuda sotto come ordinato. SMS: ‘Ritardo, Loulou, ma come hai chiesto. Baci ovunque.’
Il Pacchetto che Ha Cambiato Tutto
Entro nel caffè, lui si alza, occhi sgranati. Alto, tatuato, sorriso da furfante. ‘Sei bellissima,’ balbetta. Io sorrido, carnivora. Tiro fuori la scatolina col pimousse, la apro piano, lo succhio lento, gemo piano. I capezzoli duri premono sul tessuto. Lui deglutisce, eccitato. Musica parte: Breathless. Mi tende la mano, balliamo stretti. Fronti che si toccano, nasi, poi labbra. Il suo cazzo duro contro di me. ‘Non resisto,’ sussurra. Baci selvaggi, quasi scopiamo lì. La proprietaria sorride complice. Lo trascino fuori, mano nella mano, corsa a casa mia.
In cucina, lo spingo giù. ‘Giochiamo?’ Menotte rosa al piede del mobile. Lo denudo, torace tatuato vegvesir. Lecco dal ombelico ai capezzoli, mordo. Lui geme. Frigo: chantilly fredda sul suo cazzo duro. Lo succhio vorace, lo porto al limite, lo torturo. ‘Cazzo, sirena, fammi venire!’ No, non ancora. 69: lui mi lecca la fica bagnata, lingua dentro, assapora il mio miele. Io lo pompo, chantilly ghiacciata sul suo uccello. Veniamo insieme, urlo, lui mi riempie la bocca di sborra calda.
L’Incontro e il Fuoco del Desiderio
Lo libero, mi sbatte sul tavolo. ‘Ti sfondo,’ ringhia. Mi penetra piano, poi forte. La sua verga grossa mi spacca, colpisce il collo dell’utero. ‘Più forte, vaurien!’ Grido oscenità, all’anello che brilla mentre lo graffio. Mi ribalta, mi incula il ritmo bestiale. Vengo squassata, lui esplode dentro, fiotti bollenti. Sudati, ansimanti, crolliamo.
Lui se ne va prima che Marco torni. Io sistemo tutto, doccia veloce. Cuore ancora a mille, fica dolorante e felice. Domani ufficio, moglie perfetta. Ma dentro, brucio per il segreto. L’adrenalina del rischio… non smetto mai. Aspetto il prossimo messaggio. Dio, che vita doppia deliziosa.