You are currently viewing La mia doppia vita: la fellatio segreta nel parcheggio buio

La mia doppia vita: la fellatio segreta nel parcheggio buio

Mi chiamo Valeria, ho 28 anni, sono una contabile rispettabile in uno studio di Roma. Sposata con Luca, mio marito militare, partito da due mesi per una missione all’estero. Lo amo da morire, ma… c’è questo segreto che mi rode dentro. Due settimane fa, in palestra, ho ceduto a un moro muscoloso nei vestari. Non so nemmeno come sia successo. Il suo cazzo duro dentro di me, veloce, animalesco. Poi vergogna pura. Non ci sono tornata.

Ho mentito a Luca nelle videochiamate. ‘Tutto bene, amore, mi manchi.’ Lui sorride, felice della sua missione. Io annuisco, con l’anello al dito che brucia. Ho ripreso la routine: lavoro, amiche, casa. Ma la palestra mi chiama. Ci vado ogni giorno, cuore in gola. Paura di rivederlo. E desiderio represso.

Il ritorno in palestra e la tentazione che riaffiora

Oggi entro, e lui è lì. Hakim, lo chiamo così ora. Muscoli scolpiti, amici pompati intorno. Mi vede, sorride di nascosto. Il mio cuore esplode. Fingo indifferenza, elliptica, sudore freddo. I suoi sguardi mi trafiggono. ‘Non dire niente, ti prego.’ Finisco la sessione, corro in doccia. Quella cabina, il luogo del peccato. Acqua bollente, mani che tremano. Un foglietto sul pavimento: ‘Hakim 06..’

Tremo. Prendo il telefono bagnato. Scrivo: ‘Errore, non dirlo a nessuno, sono sposata. Ciao.’ Invio, sospiro. Mi vesto in fretta: leggings, felpa, sneakers. Passo davanti a lui, sento i suoi occhi. Esco, auto, benzinaio. Vibrazione. MMS. La sua mano scura, dita forti, un anello. ‘Sposato anch’io. Parcheggio del ristorante chiuso, 5 min.’

Cuore in gola. La fica mi pulsa. ‘No, torna a casa.’ Ma accelero. Parcheggio buio, nazionale trafficata. Mi fermo in fondo. Arriva la sua Audi nera. Luci spente. Mi sorride. SMS: ‘Scendi e vieni a succhiarmelo.’ Gambe molli, esco, chiudo. Cammino, fari che mi sfiorano. Apro la sua portiera. Odore di uomo, radio accesa.

L’atto proibito in macchina e il sapore del rischio

Lui cala pantaloni e boxer. Cazzo semi-duro, lungo fino all’ombelico, cappella viola, rasato. ‘Dai, troietta, assaggialo.’ Mi spinge la testa. Mi piego. Lingua sulle palle lisce, salate. Geme. Le succhio, leccandole. Risalgo, baci sulla vena pulsante. Gola in fiamme. Lo prendo in bocca, lo sento ingrossare. ‘Brava, succhia forte.’ Mano nei capelli, mi guida. Sputo, bava, ritmo febbrile.

‘Guardami, puttana.’ Alzo gli occhi. Telefono acceso, filma. Panico. ‘No!’ Ma mi blocca. ‘Continua, è per me.’ Fidati? Eccitazione vince. Lo lecco tutto, palle, asta, cappella. Mi strofino la faccia. Geme forte. ‘Cazzo, sì!’ Tira capelli, si sega. ‘Bocca aperta!’ Sborra: fiotti caldi in bocca, su guance, naso. Dolce-amaro. ‘Ingoia.’ Obbedisco, prima volta. Sale in gola, eccitante.

‘Ci vediamo in doccia, porta aperta.’ Mi butta fuori. Rientro in auto, viso appiccicoso, sborra che cola. Guido a casa, semaforo rosso, mi vedono? Entro, specchio: tracce bianche. Mi lavo piano, sorridendo. Luca chiama. ‘Ti amo.’ Io: ‘Anch’io.’ Segreto custodito, fica bagnata ancora. Domani palestra. Il brivido mi possiede.

Leave a Reply