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La Mia Notte Segreta al Seminario: Confessione di una Moglie Infedele

Dio, non ci dormo da due mesi. Sono l’assistente del presidente, mia marito Giovanni, capo di questa grande azienda milanese. Vita perfetta fuori: casa in centro, tailleur eleganti, riunioni, sorrisi ai clienti. Ma dentro… brucio. Questo seminario in hotel di lusso sulle colline, weekend intero. Ho dovuto organizzare tutto: inviti, camere, cene. Luca, il nuovo segretario generale, fresco di scuola di commercio, ha coché ‘nessuno’ per il coniuge. Povero ragazzo, solo come me in fondo.

Arriviamo presto. Giovanni al bar con me, caffè in mano. Luca scende, stanco, occhiaie profonde. Lo guardo… occhi profondi, corpo atletico sotto la camicia. Mi sorride, calore improvviso. Giovanni lo presenta: ‘Bravissimo, affidabile’. Io stringo la mano, sento il cuore accelerare. L’anello nuziale luccica al mio dito, ma la sua pelle… calda. ‘Piacere, Sandrina’, dico, muta dentro.

La Tensione che Sale tra Lavoro e Desiderio

Al pranzo, ignoro il piano tavola. Mi siedo accanto a lui. Gamba contro gamba. ‘Ops’, sussurro, ma non mi sposto. Pelle nuda sulla sua, estate calda, no calze. Lo sfioro piano, su e giù. Lui arrossisce, champagne bloccato in gola. Rido alle battute, tocco il braccio, il dorso. Giovanni lontano, chiacchiera con la direttrice. Il mio piede scalzo gli accarezza la caviglia. Sento la sua erezione premere contro il pantalone. Cuore che martella: e se mio marito vede?

Pomeriggio, coniugi in gita, noi in sala conferenze. Io al sauna, telo stretto sui seni. Lo vedo in piscina, nuotare. Mi avvicino: ‘Stasera stessa tavola?’. Annuisce, occhi famelici sul mio corpo. Esco, glutei stretti sotto il telo. Sera, abito bianco attillato, lingerie nera trasparente. Di nuovo gamba su gamba, piede tra le sue. Sento il suo cazzo duro. Giovanni mi chiama a metà dolce, ma io… resto un attimo, eccitata dal rischio.

Notte fonda. Busso alla sua porta, cuore in gola. Apre in pantaloni, stupito. ‘Shh’, dico, entro, chiudo. Lo bacio feroce, lingua dentro, mani sul suo petto. ‘Togliti tutto’, ordino. Lui obbedisce, cazzo dritto, grosso, venoso. Mi levo il vestito: nuda, figa bagnata, capezzoli duri. Lo spingo sul letto, a cavalcioni. Prendo il suo cazzo, lo guido nella mia figa calda, stretta. ‘Ahh… sì’, gemo, cavalcandolo lento. Mi tocco i seni, pizzico i capezzoli. Stringo il perineo scendendo, lo milkno. Lui ansima, mani ferme.

Poi mi sdraio su di lui, pelle su pelle, sudore che sa di desiderio. Bacio profondo, saliva dolce. Muovo i fianchi lenti, gemo piano: ‘Non toccarmi… lascia fare a me’. Piedi sulle sue cosce, lo blocco. Accelero, figa che pulsa sul suo cazzo. ‘Voglio sentirti venire dentro’, sussurro. Lui trema, ‘Sandrina…’. Non resiste, sborra caldo profondo, riempie la mia figa. Io contraeo, orgasmo violento, mordo il collo, unghie nella schiena.

L’Esplosione di Piacere nella Stanza Buia

Rilasso, corpi uniti. Odore di sesso, jasmine e sperma. Panico: Giovanni mi cerca? Mi alzo, lo massaggio lento, lingua sul suo cazzo che risorge. Lo succhio senza mani, gola profonda, saliva che cola. ‘Brava troia’, penso. Mi sdraio, gambe aperte: ‘Leccami’. Lingua sul clito, dita dentro, bevo i miei umori. Gemo forte, vengo due volte.

Lo prendo di nuovo, missionario selvaggio. ‘Scopami forte!’, urlo piano. Sue palle che sbattono, figa piena. ‘Vengo… non fermarti!’. Esplodo, lui mi inonda ancora. Dormiamo uniti.

Alle 5, via. Doccia veloce, torno da Giovanni che dorme. Colazione: lo guardo, sorrido complice. Lui non sa. Giovanni ringrazia Luca pubblicamente: ‘Grazie per mia moglie’. Arrossisco, eccitazione pura. String in tasca: il mio perizoma e numero. ‘Chiamami’.

Torno alla vita: moglie perfetta, professionista. Ma ogni notte rivivo quel cazzo nella figa, l’anello che brilla mentre lo tocco. Il segreto mi fa bagnare. Aspetto il prossimo seminario… rischio tutto, ancora.

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