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Confessione: La Pompino Segreta nel Pullman Verso San Sebastian

Mi chiamo Laura, ho 38 anni, italiana doc. Sposata da dieci anni con un uomo adorabile, due figli, professoressa di musicologia all’università di Milano. Di fuori, sono la donna perfetta: tailleur eleganti, cene familiari, sorrisi ai colleghi. Ma dentro… Dio, ho una sete che non si spegne. Adoro i segreti, quel battito cardiaco impazzito quando rischio di farmi beccare. L’anello al dito che luccica mentre tocco un cazzo altrui. È la mia doppia vita, e tutto è iniziato in quel maledetto viaggio.

Eravamo in corriera per un gemellaggio corale con San Sebastian, Paesi Baschi. Studenti di musicologia, concerti, feste. Io in terzo anno, capelli biondi lunghissimi, bocca rosa e carnosa, risate che riempivano l’aria. Lui, Matteo, alto, castano, timido da morire, un genio con le note ma un disastro con le donne. Lo conoscevo di vista, i nostri fratelli si frequentavano da piccoli. Nel bus, notte fonda, tutti cronicamente stanchi dopo ore di canti e chiacchiere. L’aria elettrica si spegne, ronza solo il motore.

La Mia Vita Perfetta e il Viaggio Proibito

Mi appoggio alla sua spalla. Calore buono, capelli che gli sfiorano il collo. Sbadiglio, stanca morta. Metto il pollice in bocca, lo succhio piano. ‘Ti dà fastidio?’, sussurro. ‘N-no… fai pure’, balbetta lui, voce tremante. Mmm, mi rilassa, quel ritmo ipnotico. Mi scivolo addosso, testa sempre più vicina alle sue cosce. ‘Posami sulle gambe?’, chiedo con un sorriso innocente. Annuisce, eccitato ma finge di no.

Sento… sì, il suo cazzo che si gonfia sotto i pantaloni. Vicinissimo alla mia guancia. Cuore mi martella nel petto. Copre tutto col suo golf, ‘Fa freddo’, dice sottovoce. Passano minuti eterni. Sento la zip che si apre piano, piano. Il glande caldo sfiora la mia pelle. Sobbalzo un attimo… ma non mi tiro indietro. Profumo muschiato, vene pulsanti. Bacio umido sul cappello, poi apro bocca. Lo prendo tutto, lingua che vortica sul glande gonfio. Succhio lento, senza mani, solo labbra e saliva. Lui trema, respira corto.

L’Orgasmos Esplosivo e il Segreto che Mi Brucia Dentro

Dura un quarto d’ora, quel ritmo pacifico ma bollente. Improvviso, schizza. Sperma caldo, salato, in due sorsi lo ingoio. ‘Mmm…’, gemo piano, interrogativa. Continuo a leccare la cappella sensibile. Poi crollo, addormentata con quel sapore in bocca.

Mi sveglio all’alba, costa oceanica fuori dal finestrino. Matteo mi guarda, cazzo già duro di nuovo. Mi infila la mano sotto la maglietta, sgancia il reggiseno. Dita sul mio seno a pera, piccoli, sodi. Accarezza, pizzica il capezzolo teso. Sospiro, bagnata fradicia. Apro bocca, divoro il suo uccello con fame. Lo prendo profondo, gola che si contrae. Lui spinge piano, fotte la mia bocca. ‘Vengo…’, sussurra all’orecchio. Esplode ancora, sborra densa che ingoio avida. Poi un bacio bagnato, lingue intrecciate.

Arriviamo, scendo col rossore sulle guance, lui mi strizza l’occhio. Torno a casa dal mio ragazzo di allora, cena normale, baci casti. Ma quel segreto… mi ha cambiato. Ora, sposata, con l’anello che brilla mentre in ascensore succhio un amante veloce prima di entrare in casa. Il rischio mi fa venire solo al pensiero. Cuore che pompa, saliva che cola, sborra ingoiata in fretta. La doppia vita è la mia droga. E non smetterò mai.

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