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La Mia Doppia Vita: Sesso Clandestino nel Club di Calcio

Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 15, due figli adolescenti, avvocato in uno studio importante a Milano. Di fuori, sono la donna perfetta: tailleur impeccabile, sorriso gentile, cene in famiglia. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho una doppia vita. Marco, il mio amante, volontario al club di calcio del quartiere. Ci vediamo lì, di mattina infrasettimanale, quando è deserto. L’adrenalina del rischio mi fa impazzire. Stamattina ho mentito al marito: ‘Riunione con un cliente’. Lui ha annuito, distratto dal caffè. Io, già bagnata tra le cosce.

Guido con le mani che tremano sul volante. L’anello nuziale luccica al dito sinistro, freddo contro il volante caldo. Il cuore mi martella nel petto, bum-bum-bum, come se potesse esplodere. Penso a Marco, al suo cazzo spesso che mi riempie. ‘Non ce la faccio più’, mi dico, accelerando. Parcheggio dietro lo stadio, guardo intorno: nessuno. Le gambe molli, la gonna che sale un po’ mentre cammino veloce verso il club-house. Sento la fica pulsare, umida, pronta. Colpa? Un po’, ma l’eccitazione vince sempre.

Il Segreto che Mi Consuma

Apro la porta, lui è lì. Mi afferra per i capelli, gentile ma fermo. ‘A ginocchia, Elena’. Obbedisco, il pavimento duro sotto le ginocchia. Tiro giù la zip, il suo cazzo salta fuori, già duro, venoso, con quell’odore maschio che mi fa girare la testa. ‘Bacialo’. Le mie labbra lo sfiorano, la lingua lecca la cappella, salata. ‘Miko!’, dice lui, il codice. Apro la bocca, lo ingoio. La sua mano mi spinge la testa, ‘Pompa!’. Vado avanti e indietro, la gola piena, bava che cola. È caldo, elastico, duro come ferro. Lo mordo piano, lo succhio forte. Dio, adoro questo.

Mi tira su, mi porta nel vestiaire. Tavolo con materasso, pronto per noi. ‘Oggi paghi per le tue porcherie’. Sorrido, eccitata. ‘Sì, merito punizione. Sono una moglie infedele, penso solo a cazzi, a farmi scopare’. Mi bacia, lingue che si intrecciano, mani sui miei seni attraverso la camicia. Una mano sotto la gonna, palmo su, fino alla fica. Stringe le labbra, strofina il clito. Gambe che cedono, ‘Oh… sì…’. Mi spinge sul tavolo, piedi penzoloni. Alza la gonna, lecca la fica attraverso le mutande. Mordicchia il monte di Venere. Tira giù le mutande piano, esponendomi. ‘Che fica bagnata, troia’. La guarda, io arrossisco ma godo.

L’Esplosione di Piacere Proibito

Nuda, gambe aperte su sedie. Mi spoglia veloce, il suo cazzo dritto. Lo prendo, lo strofino sulla fessura, ritardando. Poi spinge, una botta secca, dentro fino in fondo. ‘Aaaah!’. Mi scopa forte, pistonando, il tavolo che cigola. Incrocio le gambe sui suoi fianchi, spingendo contro. ‘Più forte, cazzo!’. Metto un asciugamano sotto il culo, cambrata, sento ogni centimetro. Urlo, ‘Mi piace il cazzo, sono una puttana! Vorrei che mio marito mi vedesse, mentre mi ramoni la fica’. Lui ride, accelera. Io vengo, spasmi, ‘Sto venendo! Gmi tutto dentro!’. Spara, caldo, profondo. Tremiamo insieme.

Due minuti dopo, sudati. ‘Buona scopata?’. ‘Da urlo. Ne voglio ancora’. Ma guardo l’orologio: devo tornare. Mi vesto in fretta, mutande zuppe di sborra. Bacio veloce, esco. Cuore ancora a mille, cammino normale, ma dentro rido. Rientro a casa, abbraccio i figli, cucino. Marito torna, ‘Com’è andata la riunione?’. ‘Bene’. Sorrido, sentendo la sborra colare. Il segreto mi eccita da morire. Domani, vita normale. Ma già penso al prossimo cazzo. Questa doppia vita… non la cambierei per niente.

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