Mi chiamo Martina, ho 35 anni, sposata con Paolo da dieci, due figli, casa perfetta a Milano, lavoro come project manager in un’azienda di design d’arredi. Tutti mi vedono come la donna in carriera, seria, con l’anello al dito che luccica sotto le luci fluorescenti dell’ufficio. Ma dentro… ehm, dentro c’è un fuoco che mi divora. Il direttore, Luca, quarantenne affascinante, occhi penetranti, corpo atletico. Lo chiamo per nome solo nei miei sogni. O quasi.
Qualche settimana fa, tardi in ufficio, passo davanti alla sua porta socchiusa. Lui in ginocchio, testa tra le cosce di sua moglie Elena. Lei geme piano, ‘Sì, Luca, lì…’. Io mi blocco, cuore che martella come un tamburo. Le sue mani su quelle chiappe perfette, la lingua che la fa inarcare. Mi appoggio al muro, sento la figa bagnarsi sotto i jeans. Scivolo una mano dentro, tocco il clitoride gonfio, vengo in silenzio mentre lei urla il suo orgasmo. Colpa? Un po’. Ma eccitazione pura.
La Tensione che Mi Mangia Viva
Poi l’ascensore si blocca. Solo io e Elena. Claustrofobica, trema, suda. ‘Non respiro…’, ansima. La abbraccio, slaccio la camicetta, accarezzo la sua pelle calda. I suoi piccoli seni si drizzano. Le mie dita nei suoi capelli profumati di vaniglia. Ci baciamo quasi, un tocco innocente che mi fa pulsare. ‘Grazie, Martina’, sussurra. ‘Ti invito in campagna questo weekend. Per sdebitarmi’. Accetto, tremante.
Casa loro, piscina scintillante sotto il sole. Sabato sera, non dormo. Sento rumori, spio dalla finestra: nudi, lei gli succhia il cazzo lunghissimo sotto la luna. Lui le lecca la figa, lei si contorce. Io mi tocco, ma arriva il collega di Luca, Fabio. Mi si para dietro, ‘Ti piace?’. Il suo cazzo duro contro il mio culo. ‘Fottimi’, gli dico. Mi penetra veloce, mentre guardo loro. Viene dentro di me in tre spinte, caldo, profondo. Perfetto, ma non basta.
L’Esplosione di Piacere e il Ritorno al Segreto
Domenica, soli dopo che Fabio parte. Elena topless, ‘Hai visto mio marito nudo stanotte?’. Rido nervosa. Luca arriva, cocktail in mano. ‘Tre desideri, Martina. Elena dice che li meriti’. Primo: lei mi bacia, lingue che danzano. Ci inginocchiamo, libero il suo cazzo enorme, venoso. ‘È stupendo’, gemo. Lo lecco insieme a lei, succhio il glande salato, lei mi infila dita nella figa fradicia. ‘Voglio scoparti’, ansima Luca.
Secondo desiderio: le mangio la figa rasata, clitoride turgido, mentre Luca la incula da dietro. Urla, ‘Sì, Martina, la lingua lì!’. Viene squirtando in bocca mia. Terzo: mi sdraio, Luca mi sbatte il cazzo dentro, grosso, che mi riempie fino in fondo. Elena mi succhia i capezzoli, mi stuzzica il clitoride. ‘Anello al dito e figa piena di mio marito’, ride lei. Io vengo urlando, lui mi inonda di sborra calda, spasmi infiniti. Orgasmos totali, corpi sudati intrecciati.
Torno a casa, Paolo mi bacia, ‘Com’è andato il weekend?’. ‘Bene, lavoro’. Cucino, sorrido ai bimbi. Ma sotto la gonna, mutande appiccicose di sborra secca. Anello che brilla, ricordo il cazzo di Luca che pulsava. Colpa? No. Adrenalina pura. Domani ufficio, sorrisi formali. Ma stasera, mi tocco pensando al prossimo invito. La doppia vita mi fa viva. E bagnata.