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La Mia Doppia Vita a Rio: Il Segreto Bollente sulla Spiaggia di Leblon

Dio mio, non so nemmeno perché sto scrivendo questo. Sono italiana, sposata da quindici anni, avvocato rispettabile a Milano. Fine anni ’80, mi mandano a Rio per un progetto di diciotto mesi. Mio marito pensa sia solo lavoro: riunioni, caffè, vita da single professionale. Indosso sempre l’anello, luccicante al dito, mentre cammino per Copacabana con i tacchi. Ma dentro, brucio. Ho incontrato Carlos in quel club di bossa nova all’Hotel Méridien. Lui, brasiliano divorziato, più grande di me, parla un francese perfetto. Mi ha trascinata nei bar della notte carioca, caipirinha su caipirinha, corpi che si sfiorano. Il cuore mi batte forte ogni volta che torno in camera, sola, pensando alla sua mano sul mio fianco.

Sabato mattina, Leblon. Vivo lì ora, vicino alla spiaggia, dopo le prime settimane in hotel. Siamo sotto un piccolo ombrellone, all’estremità della spiaggia, dove inizia la vegetazione delle colline. Pochi intorno, aria salmastra, corpi oliati. Carlos è accanto a me, in costume attillato. Io ho il mio bikini minuscolo, ma l’anello… quello non lo tolgo mai. ‘Guarda quella con il rosso’, mi sussurra lui, voce bassa, eccitata. ‘Sembra nuda, solo un francobollo sulla figa.’ Rido nervosa, il cuore accelera. ‘E quelle chiappe lì, sode… immagina infilarci la lingua.’ Le sue parole mi bagnano subito. Parliamo portoghese misto, lui mi insegna parolacce: ‘buceta’ per fica, ‘pau’ per cazzo. Io arrossisco, ma tra le gambe pulsa.

La Tensione che Sale tra Spiaggia e Desiderio

‘Quel tizio laggiù, guarda il rigonfiamento’, dico io, fingendo noncuranza. ‘Mi piacerebbe succhiarglielo fino in gola.’ Lui geme piano, mano che scivola sotto la mia coscia. ‘La tua fica sta già fradicia, vero?’ Sì, lo è. Mi giro sul ventre, lui fa lo stesso. La sua mano trova il mio clitoride attraverso il tessuto, lo strofina piano. Io allungo la mia sotto la sua asciugamano, afferro il suo cazzo duro, lo pompo lento. ‘Cazzo, Maria, sei una troia sposata’, mormora. L’anello luccica mentre lo sego su e giù. Gente passa, ma noi nascosti. Respiro affannoso, il suo pollice preme più forte. ‘Vengo…’, ansimo. Lui esplode nella mia mano, sborra calda che cola. Io contraffaccio l’orgasmo, tremando.

L’Esplosione di Passione e il Ritorno al Segreto

Non basta. ‘Andiamo a casa mia’, dico, voce rotta. Entriamo dal servizio, per non farci vedere in costume. Nell’atrio vuoto, ci strusciamo. La sua mano nel mio bikini, un dito nel culo. Io gli tiro fuori il cazzo, lo strizzo. L’ascensore arriva vuoto, saliamo masturbandoci furiosi. ‘Ti scopo ora’, ringhia. Appena in appartamento, mi sbatte sulla console all’ingresso. Mi strappa il bikini, mi piega. ‘Guardami l’anello mentre ti infilo il cazzo nella figa.’ Entra di colpo, bagnata fradicia. Pam pam pam, colpi violenti. Io urlo: ‘Più forte, Carlos, fammi sborrare!’ Lui mi afferra i fianchi, mi sbatte come una puttana. Il cuore mi scoppia, sudore, odore di sesso. Mi rigira, mi fa inginocchiare: ‘Succhia.’ Lo prendo in bocca, gola profonda, saliva che cola. Poi di nuovo dentro, dal dietro, mano sul clitoride. ‘Vengo!’, grida, mi riempie di sborra calda che cola sulle cosce.

Ci ripuliamo veloci, io indosso tailleur per il lavoro del pomeriggio. Lui se ne va dalla scala di servizio. Torno alla mia vita: email, riunioni, telefonata al marito. ‘Tutto ok, amore?’ ‘Sì, stanca ma bene.’ Dentro, rido. Il segreto mi eccita da morire. L’anello pulito, ma la figa ancora gonfia. Domani, di nuovo. Non resisto.

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