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Confessione: Il Mio Segreto Bollente in Piscina con Lui

Mi chiamo Laura, ho 35 anni, sposata da otto con un uomo adorabile, due figli, un lavoro da project manager in un’azienda seria. Di fuori, sono la donna perfetta: tailleur eleganti, sorriso professionale, l’anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dio, dentro brucio. Da mesi, passo le pause pranzo con Marco, il mio confidente. Non siamo amanti, o almeno così dico a me stessa. Parliamo di tutto: i miei sogni reclusi, le sue fantasie. So che adora i seni – i miei sono pieni, sodi, un 85C che lui fissa senza pudore. Io? Amo succhiare, vedere il suo cazzo pulsare in bocca, ma odio ingoiare. Preferisco la macchina, il rischio di essere vista. E l’anal… solo se mi fido, se mi abbandono.

Lui sa tutto. Gli ho confessato che sogno la doggy, il cucchiaio, di fargli una spagnola lenta. E lui? Fanatico delle tette, vorrebbe fotterle fino a venire. Ci stuzzichiamo, ma niente di più. Finché oggi, pausa pranzo d’estate, lo convinci a piscina invece del solito panino. ‘Dai, rinfreschiamoci’, gli dico, il cuore già che batte forte. Arriviamo, pochi intorno: vecchiette all’acquagym nel vasino piccolo, il nostro piscina deserta. Ci cambiamo separati. Io esco col bikini verde aderente – ventre piatto, fianchi larghi, capezzoli già duri. Lui mi fissa. ‘Sei stupenda. Freddo o eccitata?’. ‘Idiota’, rido, ma arrossisco.

La Mia Doppio Vita e la Tensione Irresistibile

Nelle vasche, nuotiamo. Chatouille, sfiorate innocenti. La mia mano gli tocca un seno per sbaglio – o no? Lui non si sposta. Allusioni. ‘Non sperare, quando eri fidanzato non ho fatto niente. Ora tocca a te soffrire’. Sorride, nuota via. All’uscita, lo blocco contro il muretto, nascosti. ‘Passaggio in cambio di un bacio’. ‘O una pompa sott’acqua?’. ‘Buona in apnea?’. Mi struscio, le tette sul suo petto, sento il cazzo duro contro il mio ventre. Ruoto, salgo le scale col culo in bella vista. Lui resta in acqua, eretto. ‘A dopo!’, rido.

Aspetto che si sgonfi, ma quando entro negli spogliatoi maschili – vuoti – lui è lì, in cabina aperta. ‘Sai che sono maschili?’. ‘Sei solo tu, e hai scelto la cabina occupata’. ‘Gioco: 90 secondi per farti diventare a 90 gradi senza toccarti’. Accetto, short giù, chrono. Si inginocchia, lingua sulle labbra, stringe le tette, le agita vicino al mio cazzo. ‘Vorresti metterlo tra queste e leccare il tuo cappello a ogni spinta?’. 60 secondi, sto indurendo. Si toglie il basso, si gira, pollice nel culo. ‘La tua cappella al posto del mio dito… hmmm, scopami piano, ma forte, riempimi il culo di sborra mentre mi tocco la figa’. Non resisto, 90 gradi. Ride. ‘Vinto!’.

L’Esplosione di Desiderio nei Vestiti Maschili

Ma non finisce. Si alza, mi prende il cazzo tra le cosce, cappella sul perizoma umido. Mani sulle mie tette – dio, le strizza, tira i capezzoli. Io gemo, mi tocco. Spingo, frottiamo. Provo col pollice nel suo culo – entra, lui ansima. ‘Cazzo, sì…’. Due minuti, vengo forte, sborro sul suo perizoma, lui trema d’orgasmo premendo il mio cazzo sul clito. Poi, in ginocchio, lecca la goccia dal cappello, mi infila in bocca, succhia pulendo ogni goccia. ‘Pulito’. Occhi da troia.

Ci rivestiamo veloci. Io col perizoma appiccicoso, lui con l’anello che mi sfrega la pelle durante il frottio – contrasto che mi fa bagnare di nuovo. Usciamo, saluti alla bagnina, torniamo al lavoro. Silenzio complice, sorrisi colpevoli. Non ne riparliamo mai, continuiamo confidenze con altri partner. Ma quel segreto… mi fa eccitare ogni giorno. Sposa di giorno, puttana nascosta di pausa pranzo. Il brivido di rischiare, di non essere beccata dalle nonne o dal capo… non smetterei mai.

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