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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bollente con il Mio Amante

Mi chiamo Elena, ho 36 anni, sposata da quattro con Marco, l’uomo perfetto. Lavoro in banca, casa in ordine, amici che mi invidiano. Sorrido sempre, all’anello al dito che brilla. Ma dentro… dio, dentro c’è un fuoco che non si spegne. Luca, il mio ex amante di cinque anni fa. Non ci vediamo più di persona, solo messaggi, chiamate sussurrate. ‘Mi manchi’, mi scrive. Io rispondo con foto del mio culo tondo, i miei seni grossi che traboccano dalla camicia. Il cuore mi batte forte mentre digito, Marco in salotto che guarda la TV. Paura di essere beccata, ma è proprio quello che mi eccita. Ieri, un messaggio: ‘Domani, Milano, hotel vicino alla stazione. Non puoi dire di no’. Esito. ‘Ok’, scrivo. Stanotte non dormo, tocco me stessa pensando a lui, al suo cazzo duro che mi spacca.

Mattina. Bacio Marco, ‘Riunione importante’. Cuore in gola, sudo sotto il tailleur. Prendo il treno, arrivo. Lui è lì, in lobby, occhi che mi divorano. ‘Sei più bona di prima’, sussurra, mano sul mio culo mentre entriamo in ascensore. Porte chiuse, mi bacia, lingua dentro, dura contro la mia pancia. ‘Ho solo un’ora’, dico, ansimando. ‘Basta per incularti come si deve’. Camera, porta sbattuta. Mi gira, mani sul muro, alza la gonna. ‘All’anello ancora?’, ride, sfiorandolo mentre mi strappa le mutande. Sento il suo cazzo, grosso, umido di pre-sborra, contro le chiappe. ‘Inculami, Luca, forte’. Entra piano, ma deciso, mi apre il culo. Dolore che diventa piacere puro, ogni centimetro mi riempie. Geme: ‘Cazzo, Elena, sei strettissima’. Spingo indietro, lo voglio tutto. Va e vieni rapido, schiaffi sulle chiappe, ‘Sei la mia troia sposata’. Io urlo, ‘Sì, scopami il culo, fammi venire!’. Mano tra le gambe, strofino la fica bagnata, orgasmo che mi squassa, gambe tremanti. Lui accelera, ‘Prendo il tuo culo’, e spara dentro, caldo, profondo. Crollo, sudata, alliance che luccica bagnata del mio sudore.

La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito

Pochi minuti, ci rivestiamo. ‘Metti questo’, mi dà un plug piccolo, nero. ‘Tienilo fino a casa’. Lo infilo, sento il culo pieno mentre cammino. Treno indietro, vibra ad ogni buca, mi mordo le labbra per non gemere. Arrivo, Marco: ‘Com’è andata?’. Sorriso, ‘Bene, stanca’. Cucino, pulisco, ma dentro rido. Il plug mi ricorda: sono la moglie perfetta e la puttana segreta. Stanotte, mentre Marco dorme, lo tolgo piano, profumo di sesso ancora lì. Domani? Un altro messaggio. Non resisto. Questo segreto mi fa viva, eccitata da morire. Colpevole? Un po’. Ma il brivido… dio, il brivido vince sempre.

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