Sono Laura, 38 anni, avvocatessa a Milano. Sposata con Paolo da 12 anni, casa perfetta, figli bravi, carriera in ascesa. Tutti mi invidiano. Ma… ho un segreto. Si chiama Luca, il mio amante. Incontri rubati, adrenalina pura. Oggi ho detto a Paolo che avevo un’udienza urgente fino a tardi. Cuore in gola mentre gli sorridevo. ‘Tornerò presto, amore.’ Bugia. Sto correndo verso quel motel anonimo in periferia.
Parcheggio, le mani tremano. L’anello nuziale luccica al dito, freddo contro la pelle bollente. Luca mi aspetta nella stanza 12. Busso piano. Apre, mi guarda con quegli occhi famelici. ‘Finalmente.’ Mi tira dentro, chiude la porta. Siamo soli, ma il tempo stringe. Devo essere a casa per cena. ‘Ho solo un’ora,’ sussurro, già eccitata. Lui sorride: ‘Basta e avanza per farti urlare.’
Il Mensonge per Incontrarlo
Mi spinge contro il muro, le sue labbra sulle mie. Bacio vorace, lingue che si intrecciano, saliva che si mescola. Sento il suo cazzo duro premere contro di me attraverso i pantaloni. Le sue mani sul mio collo, poi scendono. Mi slaccia la camicetta, il reggiseno salta via. I miei capezzoli si induriscono all’aria. ‘Sei così bagnata già,’ mormora, infilando una mano nelle mutande. Sì, lo sono. Il cuore mi martella, penso a Paolo che mi aspetta, ma questo mi fa impazzire di più.
Mi stende sul letto, in piedi ai piedi. Caraco bianco e shorts, nient’altro sotto. Si avvicina lento, mi soffia sugli occhi, sulle guance. Labbra sulle palpebre, poi guance, mento. Mi bacia la bocca, lingua che forza l’ingresso. Mani sul viso, poi giù. Scende sul collo, orecchie, le lobe che mordicchia. Strappa le spalline, il caraco pende sui seni. Li libera uno a uno, li lecca, succhia i capezzoli duri. ‘Cazzo, quanto sei buona,’ geme. Io gemo, l’anello che sfrega la sua schiena.
Mi toglie gli shorts coi denti, lingua sul monte di Venere. Mi apre le gambe appena, lecca la fessura attraverso il tessuto, poi lo cala. Nuda, esposta. Mi sdraio, piedi a terra. Lecca i piedi, i polpacci, l’interno cosce. Arriva alla fica, lingua sulla cappella del clito. Lento, poi veloce. Succhia le labbra, infila la lingua dentro, mi beve. ‘Sei fradicia, troia mia.’ Vengo la prima volta, tremando, le cosce che lo stringono.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno
Non si ferma. Dita in fica e culo, lingua sul clito. Mi fa venire di nuovo, urla soffocate. Poi mi alzo, gli tiro giù i boxer. Cazzo enorme, duro. Lo lecco dalla base alle palle, lo succhio profondo. Lui geme: ‘Brava, succhialo tutto.’ Lo masturbo, lo porto al limite, poi lo blocco. Lo riprendo, lo faccio esplodere in bocca. Sperma caldo, lo ingoio.
Non è finita. Mi rimette giù, mi scopa. Prima piano, occhi negli occhi, il suo cazzo che mi apre. Poi forte, colpi violenti. Mi gira, da dietro, mano sul clito. Vengo urlando, lui mi riempie di sborra. Sudati, ansimanti.
Guardo l’orologio. Devo andare. Mi vesto di fretta, bacio veloce. ‘Ci vediamo presto.’ Esco, gambe molli, fica che pulsa ancora. Rientro a casa, Paolo sorride: ‘Com’è andata l’udienza?’ ‘Bene, stanca morta.’ Cucino, sorrido, ma dentro rido. Il segreto mi eccita da morire. Domani? Un altro mensonge. Non resisto.