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La Mia Doppia Vita: Sesso Proibito nel Corridoio Buio

Sono sposata da otto anni con Paolo, un uomo buono, stabile. Lavoro come manager in un’azienda a Milano, sempre impeccabile: tailleur, tacchi, sorriso professionale. L’alliance al dito luccica sotto le luci fluorescenti dell’ufficio. Tutti mi vedono come la donna perfetta, la moglie devota. Ma dentro… dio, dentro brucio. Marco, il mio collega del marketing, mi fissa da mesi. Occhi che promettono guai. Io resisto, o ci provo. Stasera ho mentito a Paolo: ‘Rientro tardi, riunione improvvisa’. Il cuore mi batte già forte mentre chiudo la porta del mio ufficio. Lo vedo lì, in fondo al corridoio deserto. Le luci automatiche non si accendono, siamo ombre.

Mi prende la mano, fredda per il nervoso. La massaggia piano, il pollice che sfrega il palmo. Sento il calore risalire, un formicolio che mi arriva dritto tra le gambe. Mi guarda, sorride. Io arrossisco, gli occhi bassi. ‘Vieni’, sussurra. Mi tira a sé, il suo corpo contro il mio. Solleva il mio mento, le sue labbra sulle mie. Finalmente. Da settimane ci penso, immagino la sua bocca ovunque. Bacio profondo, lingue che si intrecciano. Mi stacco un attimo, penso a Paolo, all’alliance che preme contro la sua schiena. Ma lui ride piano, mi spinge contro il muro freddo. ‘Lasciati andare, Sofia’. Il suo respiro sul collo, brividi ovunque. Resisto un po’, ‘Non dovremmo…’. Ma le mie braccia gli cingono il collo, lo tiro più vicino. Sento il suo cazzo già duro contro la mia pancia.

Il Segreto che Mi Bruciava Dentro

Le sue mani sotto il mio maglione, dita che slacciano il reggiseno. ‘No, Marco… ho paura’. Paura di cosa? Di venire scopata qui, ora, mentre mio marito mi aspetta a casa con la cena pronta? Lui non si ferma. Mi scopre i seni, li palpa forte, succhia un capezzolo. Gemo, cazzo, gemo piano. ‘Dimmi di no se non vuoi’. Silenzio. Le mie mani tremano sulla sua cintura. La slaccio, tiro giù i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, grosso, venoso, la cappella già lucida. ‘È la tua ultima chance’, ansima contro la mia bocca. Io non fuggo. Lui alza la mia gonna, strappa le mutandine. Dita dentro di me, bagnata fradicia. ‘Porca puttana, Sofia, sei una troia dentro’. Mi caresse la fica, il clitoride gonfio. Infilo una mano nei suoi boxer, lo stringo, lo pompo veloce.

L’Esplosione di Desiderio e il Ritorno alla Normalità

Mi solleva una gamba, mi appoggia al muro. Il suo cazzo preme all’ingresso. ‘Ti sfondo’. Entra di colpo, rude. Urlo, ma lo bacio per zittirmi. Spinge forte, dentro fino in fondo. Il muro graffia la schiena, l’alliance luccica mentre gli artiglio le spalle. ‘Più forte, cazzo’. Lui accelera, palle che sbattono contro il mio culo. Sento ogni vena pulsare nella mia fica stretta. ‘Vieni per me, puttana sposata’. Miagolo il suo nome, mi contraio, orgasmo violento che mi fa tremare le ginocchia. Lui grugnisce, mi riempie di sborra calda, spruzzi profondi. Restiamo fermi, sudati, ansimanti. Il tempo si ferma.

Poi la realtà. Mi stacco, gambe molli. Raccatto mutandine strappate, mi sistemo gonna e reggiseno. Non lo guardo, guance in fiamme. ‘Devo andare’. Corro via nel buio, il suo sperma che cola lungo la coscia. Esco dall’ufficio, aria fresca sulla pelle bollente. Guido a casa, Paolo mi bacia sulla guancia. ‘Com’è andata la riunione?’. Sorriso innocente, ‘Bene, amore’. Sotto il tavolo, stringo le cosce, sento il suo seme dentro. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani all’ufficio lo rivedrò, e brucerò di nuovo. Questa doppia vita… è la mia droga.

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