Mi chiamo Elena, ho 36 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata da dieci anni con Marco, due figli, casa perfetta, amici che mi invidiano. Tutti pensano che sia la donna ideale. Ma… c’è un segreto. Un fuoco che brucia dentro. Luca, il mio amante. Incontri rubati, adrenalina pura. Oggi ho mentito di nuovo. ‘Tesoro, vado in spa con le colleghe, relax dopo una settimana infernale.’ Marco mi ha baciato sulla fronte, fiducioso. Il cuore mi martellava mentre guidavo verso l’hotel fuori città. Jacuzzi privata prenotata a suo nome. Sento l’anello nuziale stretto al dito, freddo contro il volante caldo. Arrivo, mi spoglio in fretta. Nuda, entro nell’acqua bollente. I getti salgono lungo la schiena, mi accarezzano la nuca. Poi… scivolano tra le cosce. Bolle maliziose sul clitoride gonfio. Dio, che brivido. Chiudo gli occhi, penso a Luca. La sua bocca vorace, il cazzo duro. La mano destra scende, dita sulla figa rasata. Lenta, il prepuzio del clitoride scivola, bagnata fradicia. L’altra mano sui capezzoli turgidi, poi sulle labbra intime. Sto per venire, quando… un rumore. Apro gli occhi. È lui. In piedi vicino, solo un telo intorno ai fianchi. Mi fissa, sorride. ‘Elena, vedo che non aspetti.’
Non ho tempo di rispondere. Si avvicina, il telo cade. Il suo cazzo già semieretto. Si immerge, la sua mano grande, ruvida, piomba sotto l’acqua. Afferra la mia figa. ‘Cazzo, sei una fontana.’ Stringe il clitoride tra pollice e indice, ruota. Io gemo, l’acqua schizza. ‘Shh, le pareti sottili,’ sussurro, ma le gambe si aprono da sole. Il cuore mi esplode nel petto. Guardo l’anello che luccica nell’acqua torbida, la sua mano da operaio contro la mia pelle da signora. Mi palpa le labbra, infila due dita dentro. ‘Stretta come sempre, puttana mia.’ Le muovo avanti-indietro, rapido. Io gli afferro il cazzo, lo pompo forte. ‘Vieni qui,’ dico, eccitata da morire. Mi alzo un po’, lui si sdraia. Mi accovaccio sopra il suo viso, piedi ai lati. La sua bocca sotto la mia figa. I lembi della mia vestaglia bagnata incorniciano tutto. Abbasso i fianchi. Le sue labbra succhiano il clitoride. Mani sulle tette, tira i capezzoli. ‘Più forte,’ ansimo. Spingo giù, la sua lingua entra nella figa. Acqua ovunque, bolle che esplodono sul suo cazzo che miagolo con la mano.
Il Mensonge per Incontrarlo
Sott’acqua ora. Trattengo il fiato, apro gli occhi. Il suo mondo liquido: la figa di lei che pulsa, luci ondulate sulla pelle. La lingua guizza dentro, lecca le pareti. Gemi ovattati, come da una grotta. Lo spingo giù, poi risalgo per aria. Boccheggio, ingoio acqua mista al mio succo. Salato, divino. ‘Luca, sto venendo!’ Torno giù, lui lecca furioso. Il corpo trema, orgasmo violento. Vengo lunga, contrazioni che mi squassano. Lui resiste, poi esplode: sborra in fiotti nell’acqua, il cazzo pulsa nella mia mano. Riemergiamo ansimanti. ‘Cazzo, Elena, sei una droga.’ Baci rubati, corpi appiccicosi. Guardo l’orologio. Devo andare. Mi asciugo in fretta, mi rivesto. ‘Ci vediamo presto,’ sussurra lui.
Torno a casa, profumo di dopobarba coperto da crema. Marco mi abbraccia: ‘Com’è andata la spa?’ ‘Rilassante,’ sorrido, il sapore di Luca ancora in bocca. Cuore che batte ancora forte. Domani ufficio, clienti, figli. Ma dentro, il fuoco. Questo segreto mi fa viva. Il rischio di essere scoperta? Mi bagna di nuovo. Non smetterò mai.