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Confessione di una Moglie Perbene: la Mia Passione Proibita nel Sud

Mi chiamo Elena, ho 42 anni, avvocatessa a Milano. Sposata da 15 anni con Marco, due figli, casa perfetta, vita rispettabile. Di giorno indosso tailleur, parlo in tribunale, sorrido alle colleghe. Ma dentro… dio, dentro brucio. Luca, il mio amante, lo conosco da un anno. Incontrato per caso in un viaggio di lavoro a Napoli. Sudato, maschio, occhi che mi spogliano. Da allora, bugie. ‘Riunione urgente a Roma’, dico a Marco stamattina. Bacio i bimbi, allaccio l’orologio, l’anello nuziale luccica al dito. Cuore che martella già in treno. Sudore tra le cosce. Penso a lui, al suo cazzo duro. Colpa? Sì, un po’. Ma l’adrenalina… mi fa la fica gonfia.

Arrivo a Napoli, ore 18. Lui è lì, al binario. Barba incolta, profumo boisé che mi invade. ‘Elena…’, sussurra, e mi bacia lì, in pubblico. Lingue che si intrecciano, mani sul culo. ‘Andiamo, troia mia’, mi dice all’orecchio. Rido nervosa, guardo intorno. Paura di un collega, di un’amica. Ma lo seguo, mano nella sua, l’anello che sfrega la sua pelle ruvida. Il suo appartamento è modesto, sudicio di passione. Chiude la porta, mi sbatte al muro. ‘Mi manchi da morire’. Bacio febbrile, denti che mordono. Sento il suo cazzo premere contro la mia pancia. Io… esito, ‘Luca, ho poco tempo, il treno fra due ore’. Ma lui ride, ‘Basta per farti urlare’.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Mi strappa la camicetta, reggiseno vola. Tette libere, capezzoli duri. Li succhia forte, morde. ‘Ah… sì…’, gemo. Mani sue ovunque, scendono sulla gonna, mutande giù. Dita sulla fica, già fradicia. ‘Sei una puttana sposata, eh?’. Annuisco, colpevole, eccitata. Lo spingo sul letto, gli slaccio i jeans. Cazzo enorme, venoso, cappella rossa. Lo prendo in bocca, lecco le palle, succhio profondo. Lui geme, ‘Brava, Elena, ingoia tutto’. Gola piena, saliva che cola. Poi mi gira, faccia tra le cosce. ‘Apri le gambe, fammi assaggiare’. Lingua sul clito, vortici lenti. ‘Dio, che fica dolce… profuma di sesso’. Mi lecca le labbra, infila la lingua dentro, succhia il miele. Io mi contorco, ‘Luca… sto venendo…’. Esplodo, squirto in bocca sua. Urlo, corpo che trema.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

Non basta. ‘Scopami ora’, lo imploro. Mi monta sopra, cazzo che entra di colpo. Piena, stesa. ‘Sei mia, non di quel cornuto’. Spinge forte, palle che sbattono sul culo. Io cavalco, tette che ballano, anello che brilla mentre lo graffio. ‘Più forte, riempimi!’. Sudore, odore di fica e cazzo. Lui mi gira a pecorina, entra profondo, mano sul clito. ‘Vengo dentro, eh?’. ‘Sì, sborrami dentro!’. Esplode, caldo che mi inonda. Io vengo di nuovo, fica che pulsa, latte che cola sulle cosce.

Respiri affannati. Doccia veloce, ‘Vai, amore, ma pensami’. Mi vesto, trucco rifatto, bacio fugace. Treno di ritorno, sperma che mi scivola dentro le mutande. Arrivo a casa, Marco ‘Com’è andata?’. Sorriso innocente, ‘Bene, stanca’. A letto, lui dorme, io tocco la fica umida. Segreto salvo. Domani avvocatessa, stasera troia. Questo brivido… non lo mollo mai. Prossima volta, rischio di più.

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