La Mia Notte Proibita con l’Amico del Marito

Dio, non ci credo ancora. Sono Sofia, 48 anni, avvocata a Milano, sposata con Marco da vent’anni. Vita perfetta: casa in ordine, figli grandi, cene con amici. Respectable, no? Ma dentro… brucio. Adoro quel brivido, il segreto che mi fa battere il cuore come una ragazzina.

Quest’anno, vacanze in Sardegna con Marco, Luca e la sua moglie Elena. Come sempre, corpi nudi sulla spiaggia, risate, creme spalmate con mani altrui. Luca mi guarda da anni, lo sento. Io fingo, ma la mia fica si bagna solo a pensarlo. Marco ride, non sospetta. L’anello al dito luccica sotto il sole, mentre immagino le sue mani su di me.

La Tensione del Segreto

Tornati a Milano, Luca viene per lavoro. Loggia da noi, come al solito. I bambini lo adorano. Sera tranquilla: cena, vino, chiacchiere. Marco si addormenta presto, esausto. Io… non riesco. Mi alzo per bere. Cucina buia. Luca è lì, in boxer, sudato dal caldo. “Sofia… non dormi?” La sua voce bassa, rauca.

Il cuore mi esplode nel petto. Indosso solo la camicia da notte trasparente, niente sotto. Seni duri, capezzoli che spingono il tessuto. Lui si avvicina. “Hai sete anche tu?” Serve acqua, ma le sue dita sfiorano le mie. Tremo. “Luca, no… Marco è di là.” Ma non mi allontano. Sento la sua erezione premere contro la mia coscia. Dura, calda. L’anello nuziale freddo contro la sua pelle bollente. Dio, l’adrenalina… rischio di svegliarlo, di urla, di tutto.

Mi prende la mano, la posa sulla sua cazzo gonfia. “Senti quanto ti voglio.” Geme piano. Io… esito. “Non dovremmo.” Ma stringo, la sento pulsare. Lui mi bacia il collo, mano sul mio seno. Tizzoni nei capezzoli. La fica cola, bagnata fradicia. “Vieni,” sussurra, mi trascina in camera degli ospiti. Urgente, silenzioso.

L’Acte Bruciante e il Ritorno

Porta chiusa. Mi strappa la camicia, nuda davanti a lui. “Sei bellissima, Sofia.” Mi guarda la fica depilata, lucida. Mi sdraio sul letto, gambe aperte. “Toccami.” Lui si inginocchia, lingua sulla clitoride. Lecco, succhia. Gemo piano, mano in bocca per non urlare. “Luca… sì, così.” Due dita dentro, mi scopa con la mano. Vengo forte, spasmi, bagnandolo tutto.

“Ora tocca a te.” Gli abbasso i boxer, cazzo enorme, venoso, cappella viola. La prendo in bocca, succhio avida. Sapore salato, pre-eiaculazione. Lo lecco dalle palle alla punta, lo ingoio profondo. Geme: “Cazzo, Sofia, sei una troia.” Mi eccita. Mi sdraio, lui sopra. “Mettilo dentro.” Spinge, riempie la fica in un colpo. Stretto, duro. Scopiamo veloci, missionario. Io artiglio la schiena, unghie dentro. “Più forte, fammi male.” Sudore, odore di sesso. Sento Marco russare di là, il rischio mi fa impazzire.

Cambiamo: io sopra, cavalco. Cazzo che sbatte in fondo. Seni che rimbalzano, lui li morde. “Vengo,” ansima. “Dentro, riempimi.” Sborra calda, fiotti nella fica. Io vengo ancora, clitoride strofinato sul suo pube. Poi, mi fa inginocchiare: “Succhia, finiscimi.” Lo riprendo in bocca, lo svuoto. Sperma denso in gola, ingoio tutto. Pulisco con la lingua.

Doccia veloce, odore di sapone. Torno a letto da Marco. Lui si muove: “Dove eri?” “Bagno… tutto ok.” Cuore che martella. Mi stringe, non sospetta. La fica piena di sborra di Luca gocciola piano. Colpa? Un po’. Ma eccitazione pura. Domani, sorrisi finti a colazione. Luca fugge il mio sguardo, arrossisce. Io? Vivo la doppia vita. Moglie perfetta di giorno, puttana segreta di notte. E non vedo l’ora della prossima volta. Quel brivido… mi tiene viva.

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