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Confessione: La Mia Doppia Vita da Moglie Perfetta e Puttana del Canale

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, avvocata a Milano. Vita perfetta: marito devoto, Giovanni, due figli, casa in centro. Tutti mi invidiano. Ma… c’è un ma. Un segreto che mi fa pulsare la fica ogni santo giorno. Il mio amante, Bartolomeo, capitano di un motoscafo da contrabbando. Si fa chiamare Fiore del Tuono tra i suoi, un lupo di mare del porto di Anguilla, quel buco nascosto dopo il canale AquaPulco. Lì, tra limoneti e vaniglia, i pirati moderni scaricano merce proibita.

Oggi ho mentito di nuovo. ‘Tesoro, devo andare a una conferenza a Venezia per lavoro.’ Giovanni mi ha baciato la fronte, ignaro. Io, con l’anello nuziale che brilla al dito, ho preso l’auto. Cuore in gola mentre guido verso sud, verso quel canale stretto e segreto. Le mani tremano sul volante. E se mi ferma la polizia? E se lui non c’è? La fica già bagnata, mutandine appiccicose. Penso al suo cazzo grosso, venoso, che mi spacca sempre. L’urgenza mi eccita da morire. Parcheggio nascosta, scendo. L’aria salmastra mi investe. Vedo il suo scafo rosso, l’Albatros, ormeggiato di fretta. Lui è lì, barba nera, occhi da predatore. ‘Elena, amore mio, sei in ritardo. Il bourgmestre Hector ci tiene d’occhio.’ Mi trascina a bordo, porte chiuse.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Non perdiamo tempo. ‘Spogliati, troia mia,’ ringhia, slacciandosi i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, duro come ferro, cappella gonfia. Io mi tiro su la gonna, abbasso le mutande. ‘Scopami forte, Bart, prima che torni a casa dalla mia famigliola.’ Mi piega sul ponte, le tette schiacciate contro il legno umido. Sento il suo fiato caldo sul collo. ‘Guarda questo anello, puttana sposata.’ Me lo lecca il lobo, poi spinge. Il cazzo entra di colpo nella mia fica fradicia, un colpo secco che mi strappa un gemito. ‘Cazzo, sei strettissima oggi.’ Pompa veloce, urgente. Io stringo i pugni, unghie nei palmi. Il cuore mi esplode nel petto, paura di urla che attirino i boucaniers del porto. Ogni affondo mi riempie, le palle gli sbattono sul clito. ‘Più forte, fammi male!’ Ansimo. Lui mi afferra i fianchi, mi sbatte come una bambola. Sento odore di sborra vecchia e mare. ‘Vengo, Elena!’ Grugnisce, e schizza dentro, caldo, viscoso. Io vengo dopo, un orgasmo che mi fa tremare le gambe, la fica che lo munge fino all’ultima goccia. Ci stacchiamo ansimanti, sudati. ‘Vai ora, prima che Hector sospetti.’ Mi bacia rude, mi sistema la gonna.

Torno in auto, sperma che cola tra le cosce. Guido piano, sorridendo allo specchietto. A casa, Giovanni mi abbraccia. ‘Com’è andata la conferenza?’ ‘Bene, stanca morta.’ Ceno con loro, rido alle battute dei bimbi. Ma sotto il tavolo, stringo le cosce, rivivo ogni spinta. L’anello luccica innocente. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta. Ma stasera, mentre Giovanni dorme, mi tocco pensando a Bart, al rischio, al canale. Dio, quanto mi piace questa doppia vita. Il brivido mi fa sentire viva, una dea del peccato.

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