Dio, il cuore mi batte ancora forte mentre ci penso. Sono sposata con Alessandro da cinque anni. Lui è l’uomo perfetto: atletico, ricco, con un lavoro invidiabile e una famiglia che conta. Di fuori, sembro la moglie ideale: professionale, elegante, sempre sorridente alle cene di famiglia. Ma dentro… dentro sto impazzendo. Un weekend su due, ci riuniamo nella villa sul mare della suocera. Tutto lusso: fiori ovunque, peignoirs alla lavanda, champagne che scorre. Alessandro arriva ultimo, per farsi ammirare con la sua Porsche nuova. Io fingo entusiasmo, ma preferisco la semplicità.
Cristiano, il fratello minore, è diverso. Discreto, un po’ in carne, con occhi da cucciolo e mani grandi, maldestre. Non brilla come Alessandro, ma mi guarda. Lo sento. Durante le cene, i suoi occhi su di me. Non parliamo mai davvero, ma c’è questa tensione. Io, nuda davanti allo specchio mentre Alessandro si lava meccanicamente, senza toccarmi. Lo provoco, gli succhio il cazzo, ma lui resta passivo, viene in bocca e via, tele accesa. Frustrata, esco di notte sulla spiaggia. L’ho visto lì, più volte. Una sera di luna piena, non ce l’ho fatta più. Mi spoglio piano, lascio i vestiti sul sabbia. L’anello nuziale brilla al chiaro di luna, freddo contro la mia pelle calda. Cammino nuda verso il mare, sapendo che tornerà.
La Tensione della Vita Perfetta e il Desiderio Nascosto
Lui è lì, seduto vicino ai miei vestiti. Il cuore mi esplode nel petto. Non mi copro: tette sode, fica già bagnata. ‘Cristiano… asciugami la schiena?’, dico tremante, porgendogli la salvietta. Esita, ma si avvicina. Le sue mani grandi tremano mentre mi sfrega. Mi giro, prendo la sua mano, la guido tra le mie cosce. ‘Senti quanto sono bagnata per te’. Geme. Gli abbasso i pantaloncini, il suo cazzo è duro, caldo, grosso. Lo stringo, lo infilo tra le cosce mentre lo bacio. ‘Scopami, ti prego, forte’. Mi stende sulla salvietta, mi lecca la fica come un assetato: lingua dentro, succhia il clitoride, mi fa urlare. ‘Sì, così, non fermarti!’. Poi mi penetra piano, profondo. ‘Cazzo, sei strettissima’, ansima. Spingo i fianchi, l’anello graffia la sua schiena. Acceleriamo, urgente, rischioso – la famiglia dorme lì vicino. Mi infila due dita nel culo mentre mi pompa, io vengo squirtando, bagnandolo tutto. ‘Sborra dentro, riempimi!’. Stringe le mie tette, grugnisce, mi inonda di sborra calda, pulsando. Resto lì, tremante, la sua crema che cola dalla fica.
Torniamo separati, io rientro in camera, Alessandro ronfa. Mi lavo veloce, il sapore di Cristiano in bocca, la fica gonfia. Il segreto mi eccita da morire: di giorno, la nuora perfetta che bacia il cognato sulla guancia; di notte, la sua puttana. Continuiamo così, un weekend su due. A volte detours da lui, scopate veloci in macchina. L’anello resta al dito, mentre lui mi incula o mi fa ingoiare tutto. Alessandro? Lo scopo fingendo, urlando di amanti immaginari, e lui viene insultandomi. Sa? Forse. Ma questo brivido… mi fa viva. Non smetterò mai.