Sono Sofia, 38 anni, sposata da 15, due figli, lavoro in banca come responsabile amministrativa. Fuori sembro la donna perfetta: tailleur elegante, sorriso professionale, al dito l’anello che brilla come un trofeo. Ma dentro… dentro ardo. Ho un amante, Marco, da due anni. Ci incontriamo di nascosto, e ogni volta è un brivido che mi fa tremare le gambe.
Oggi, nel vagone quasi vuoto del treno che mi riporta a casa, ripenso al pomeriggio. Marco mi ha scopata in un motel squallido vicino alla stazione. “Sei una troia perfetta”, mi ha sussurrato mentre mi sbatteva da dietro, la mia fede che sfregava contro il suo polso tatuato. Il cuore mi batte forte solo al ricordo. La mano scivola sul ventre, poi tra le cosce. Stringo le ginocchia, le apro piano. Sotto la gonna, la figa è già bagnata. Chiudo gli occhi: vedo il suo cazzo duro nel boxer, lo prendo in bocca, lo ingoio fino in gola.
Il Segreto nel Vagone e la Tensione che Sale
Non mi accorgo del ragazzo di fronte, venti anni forse, che si sposta per guardarmi meglio. La mia mano preme sulla passera attraverso le mutande, muovo il palmo in cerchi lenti. Ansimo piano. Tiro su la gonna, tiro da parte il pizzo umido. Due dita dentro, scivolano facili. Il clitoride gonfio, lo strofino forte. Lui mi fissa, mano sul rigonfiamento nei jeans. Mi mordo il labbro, spalanco le gambe sui sedili. Un dito, due, pompo veloce. Vengo in silenzio, il corpo che trema, occhi nei suoi. Lui si scarica nei pantaloni, una macchia scura. La stazione arriva, mi sistemo e scendo, le cosce appiccicose.
A casa, cena con marito e figli. Sorrido, servo la pasta. Ma sotto il tavolo, il cuore ancora galoppa. La notte, nel letto coniugale, cavalco mio marito con foga da porca. “Che hai stasera?” ride lui. “Niente, amore”, mento, venendo di nuovo pensando al voyeur e a Marco.
Marco mi chiama il giorno dopo. “Hai goduto nel treno? Raccontami”. Gli dico tutto, eccitata al telefono. “Vieni al club libertino con me. Ti offro a un altro”. Esito, ma la figa pulsa. Accetto.
L’Esplosione al Club e il Ritorno alla Normalità
Il club è un sogno umido: luci basse, odore di sesso e saune. Doccia insieme, ci insaponiamo. La mia mano sul suo cazzo eretto, lo sega piano. “Piano, puttana”, ride. Nel sauna, un’altra coppia: lui maturo, lei bionda procace, nudi e già eccitati. L’uomo si alza, cazzo dritto, versa acqua sulle pietre. La sua donna lo sega lento, guardandoci. Io prendo Marco, lo pompo allo stesso ritmo. Caldo infernale, usciamo sudati.
Nelle docce aperte, ci uniamo. Io e lei su ginocchia, lecche i cazzi dei nostri uomini. Bocche che si sfiorano, lingue che danzano su ghiande gonfie. Lei mi passa un preservativo, lo infila a Marco. Si piega, gli offre la fica rasata. Io guardo Marco che la incula piano, lei geme. Poi tocca a me: l’altro mi prende da dietro, cazzo spesso che mi riempie. Le due donne fronteggianti, ci baciamo, ci pizzichiamo i capezzoli duri mentre i maschi ci sfondano. “Più forte!”, grido. Orgasmo multiplo, loro ci riempiono i gommini di sborra calda.
Al bar, chiacchieriamo nudi. Rientro a casa all’alba, profumo di sesso addosso. Marito dorme. Mi infilo sotto le lenzuola, sorridendo. Domani lavoro, sorrisi falsi, ma dentro sono viva, una troia segreta. L’anello al dito, il brivido nel cuore. Non smetterò mai.