È stato un anno fa, ma lo ricordo come se fosse ieri. Io, Maria, 38 anni, avvocatessa rispettabile, sposata con Giovanni da dieci anni. Vita perfetta: casa in collina, figli a scuola privata, cene con i genitori degli amici. Stasera, compleanno di Aurelia, l’amica esuberante dei miei genitori. Lei, con quel suo negozio di occhiali che non fa un euro ma tutti ci vanno per riderci su. Ex ragazza ricca, sempre la ‘buona amica’, mai la scopata. Io dovevo andarci, per dovere. Prima, un aperitivo al giorno porte aperte del mio vecchio liceo. Corvée totale.
Giovanni era via per lavoro, perfetto alibi. Vestito nero aderente, tacchi alti, l’anello al dito che brilla. Sorrido alle ex compagne invidiose, quelle con le vite noiose. E poi lui, Marco, ex compagno di classe, ora frustrato single. Mi guarda le gambe, balbetta. Sento il cuore accelerare. ‘Maria, sei… sei stupenda’, dice. Io rido, ma dentro ribolle. La mia vita da brava moglie contro questo fuoco. ‘Devo andare alla festa’, dico, ma gli mando un messaggio: ‘Parcheggio del castello, fra un’ora. Non farmi aspettare’.
La Serata dell’Anniversario e il Segreto che Brucia
Arrivo alla festa nel castello tra i campi. Parcheggio enorme, pieno per un matrimonio lì vicino. Trovo un posto isolato, in fondo all’allea, luna piena, aria fredda d’ottobre. Dieci gradi scarsi. Esco, lui è lì. ‘Sei pazza, Maria. Tuo marito?’, sussurra. ‘Sta’ zitto e baciami’. Le sue mani sotto la gonna, sento il contrasto: il mio anello freddo contro la sua pelle calda. Cuore che martella, paura di luci, voci lontane. ‘Dobbiamo fare in fretta’, ansimo. ‘Voglio scoparti qui, ora’.
Apro la portiera posteriore, entro. Lui mi segue, chiude. Mi inginocchio, tiro giù i pantaloni. Il suo cazzo duro, venoso, salta fuori. Lo prendo in bocca, succhio forte, sapore salato, saliva che cola. Gemo piano, eccitata dal rischio. ‘Cazzo, Maria…’, ansima lui, mano nei miei capelli. Ma non basta. ‘Spogliati’, ordino. ‘Qui? Fa freddo!’, protesta. ‘Sì, solo tacchi e autoreggenti. Voglio vederti nuda’. Si sfila il vestito, tette sode con capezzoli eretti dal gelo. La sua fica rasata, già bagnata.
L’Esplosione di Desiderio nel Freddo della Notte
La tiro sopra di me, lei guida il mio cazzo dentro. Si siede di colpo, ‘Ahhh!’, urla piano. Ondeggia, fica stretta che mi stringe, succhia. Mani sulle sue chiappe, le strizzo, spingo su. Clac clac, pelli che sbattono. ‘Più forte!’, implora. Ma voglio di più. ‘Fuori!’, dico. ‘Sei matto? Nuda qui?’. ‘Sì, dammi calore’. Usciamo, la spingo contro l’auto, gamba alzata. La penetro di botto, fino in fondo. Geme forte, la bacio per tappare la bocca. Ritmo folle, freddo che punge la pelle, ma dentro fuoco.
La giro, mani sul cofano. Luna illumina il suo culo perfetto, autoreggenti nere lucide. ‘Prendimi, Marco! Scopami duro!’. Entro, afferro fianchi, pompo selvaggio. Penezione totale, cazzo che sbatte sul collo dell’utero. Lei grida, ‘Sto venendo!’, cyprine che cola sulla coscia. Io esplodo, sborro dentro, spasmi infiniti, aggrappato a lei. Crollo addosso, sudati, tremanti.
Un fiotto di sperma le cola dalla fica. Prendo il mio perizoma dal sedile, glielo infilo. ‘Scegli: bagnata o senza mutande’. Rido nervosa. Ci rivestiamo veloci, freddo che morde. Torno alla festa, capelli scompigliati, rossore sulle guance. Aurelia mi vede, ‘Maria, tutto ok?’. ‘Sì, solo un giro’. Sorrido, segreto intatto. Dentro, eccitazione pura: la brava moglie che ha appena scopato come una troia. Il brivido del rischio, l’anello che brilla mentre stringo il bicchiere. Non vedo l’ora della prossima.