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Confessione di una Moglie Perbene: Sesso Sporco nei Bagni del Ristorante

Dio, il cuore mi batte ancora forte mentre ci penso. Sono Maria, 52 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata da 25 anni con Giovanni, l’uomo perfetto: casa in ordine, figli grandi, reputazione impeccabile. Indosso sempre tailleur eleganti, tacchi alti, l’anello al dito che brilla come un trofeo. Ma dentro… dentro brucio. Ho una doppia vita. Incontri segreti con Marco, il mio amante da due anni. Oggi, ‘pranzo di lavoro’ in una cittadina lontana da casa. Gli ho mentito al marito: ‘Riunione con clienti’. Il brivido mi bagna già le mutande.

Ci sediamo in un ristorante carino, tavolo appartato. Marco mi guarda con quegli occhi che sanno tutto. Io, gonna al ginocchio che fascia il mio culo sodo – sì, mi alleno per questo – e camicetta che lascia intravedere i capezzoli duri sotto il pizzo. Parliamo, ridiamo, ma i miei occhi… vagano. Dietro di lui, un uomo solo, sui 45, camicia aperta sul petto villoso. Mi fissa. Sento il calore salire. ‘Marco, guarda lì…’, gli sussurro. Lui sorride complice: ‘Vai, amore mio, gioca’. Incrocio le gambe verso di lui, lascio che la gonna salga un po’. I miei collant autofissanti mostrano la pelle della coscia. Lui non stacca gli occhi. La fica mi pulsa, gonfia contro il perizoma. ‘Sto già bagnata’, dico a Marco, mordendomi il labbro. ‘Lo so, troia mia’. Mi alzo piano, ondeggiando i fianchi, passo vicino al tipo diretto ai bagni. Sento i suoi passi dietro di me. Il cuore… bum bum bum.

La Tensione del Segreto Quotidiano

Nel corridoio, prima della porta, mi fermo allo specchio. Mi sistemo il rossetto, cambrando il culo. Lui arriva. Non dice una parola. Le sue mani sulle mie anche, forti, decise. Le fa salire, sfiora i miei seni piccoli ma sodi, pizzica i capezzoli attraverso la stoffa. ‘Ahh…’, gemo piano. Sono sensibile lì, mi fa impazzire. Io premo il culo contro la sua erezione, sento il cazzo duro nel pantalone. ‘Toglilo’, mi ordina rauco all’orecchio, leccandomi il collo. Mi giro, lo bacio con lingua, apro la zip. Eccolo: cazzo grosso, venoso, cappella viola gonfia. Lo afferro, lo masturbo piano. ‘Bella troia’, mormora. Mi inginocchio sul pavimento freddo, prendo il glande in bocca. Sa di uomo, salato. Lecco le palle pesanti, le succhio una a una. Infilo un dito umido nel suo culo, lo massaggio la prostata. Geme forte, ‘Cazzo, sì…’. Lo riprendo tutto, gola profonda, bava che cola. Lui mi afferra i capelli, scopa la mia bocca. Urgente, rischioso – chiunque potrebbe entrare. La fica mi cola, mi tocco veloce.

L’Esplosione di Piacere Proibito

Lo sento gonfiare. ‘Vengo…’. Mi alzo, gli giro le spalle allo specchio, alzo la gonna. Guardo i nostri riflessi: io con l’anello nuziale, lui che mi infila il cazzo nella fica fradicia. ‘Prendilo tutto’, ansimo. Spinge forte, colpi secchi, le palle che sbattono sul mio clito. Ma voglio la sborra in bocca. Mi stacco, mi inginocchio di nuovo. Succhio vorace, dito nel culo. Esplode: fiotti caldi, densi, in gola. Ne tengo un po’ sulla lingua, ingoio il resto. ‘Buono?’, ride lui. Annuisco, mi pulisco la bocca. Esco con le gambe che tremano.

Torno da Marco, occhi lucidi, rossetto sbavato. Mi siedo, apro la bocca: un residuo bianco sulla lingua. ‘Il tuo dessert’, dico eccitata. Lui ride: ‘Brava puttana’. Lo ingoio davanti a lui, lento. Poi, bacio Marco, torno a casa. Giovanni mi accoglie: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, caro’. Sorrido, con il sapore dello sconosciuto in bocca, l’anello che luccica. Il segreto mi fa venire stasera sotto le coperte, pensando al rischio. Domani, di nuovo la moglie perfetta. Ma io… io vivo per questo brivido.

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