Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da dieci con Marco, un avvocato di successo a Milano. Di fuori, sembro la donna perfetta: casa elegante in centro, due figli, tailleur impeccabili in studio dove gestisco casi importanti. Ma dentro… dio, dentro brucio. L’alliance al dito mi pesa, ogni volta che vibra il telefono con un messaggio di lui.
Ieri pomeriggio, dopo una riunione noiosa, il cuore mi è partito. ‘Stasera, parcheggio sotterraneo dietro l’ufficio. Non farmi aspettare.’ Lui, Luca, il mio amante da sei mesi. Ex collega, occhi neri, corpo da lottatore. Non dovevo rispondere, ma le dita hanno premuto ‘Sì’. Sudavo già sotto la camicia, sentivo la fica che si bagnava solo al pensiero. Marco mi aspettava a casa per cena, con i bimbi. ‘Dove vai?’, mi avrebbe chiesto. ‘Riunione improrogabile.’ Bugia facile, ma l’adrenalina mi fa tremare le gambe.
Il Contrasto tra Vita Pubblica e Desiderio Nascosto
Esco dall’ascensore, buio, odore di cemento umido. Il suo suv nero è lì, portiera aperta. ‘Sali, troia mia’, sussurra con quel sorriso da predatore. Io esito, guardo l’orologio: 19:45, fra un’ora devo essere a casa. ‘Luca, non ce la faccio, è troppo rischioso…’ Ma lui mi afferra la mano, la sua calda contro la mia fredda con l’anello che luccica. Mi tira dentro, chiude la portiera. Bacio urgente, lingue che si divorano, mani ovunque.
‘Guardami negli occhi mentre ti scopo’, ringhia, slacciandomi la gonna. Io annuisco, colpevole ma fradicia. Le mutande? Via in un secondo, le infila in bocca mia per zittirmi. Il suo cazzo è già duro, enorme, venoso. Lo prendo in mano, lo lecco dalla base alla cappella, gusto salato di pre-sborra. ‘Brava, succhialo tutto.’ Gemo, ingoio fino in gola, mentre lui mi spinge la testa. Il cuore mi martella, e se passa qualcuno? E se Marco chiama?
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Mi gira, a pecorina sul sedile posteriore. ‘Allarga le cosce.’ La sua lingua sulla fica, lecca il clitoride gonfio, infila due dita dentro, mi fa squirtare un po’. ‘Sei una puttana sposata, eh?’ Sì, lo sono. Poi entra, di colpo, il cazzo mi spacca in due. Urlo nel bavaglio di mutande. Spinge forte, ritmico, palle che sbattono sul mio culo. ‘Senti come sei bagnata per me, non per quel cornuto.’ Io ansimo, ‘Più forte, scopami, fammi venire.’ Sudore che cola, corpi appiccicosi, vetri appannati. Mi infila un dito nel culo mentre pompa, l’orgasmo mi travolge, contraffazioni la fica intorno al suo cazzo.
‘Adesso bevi tutto.’ Mi fa inginocchiare, sborra in bocca, calda, densa, la ingoio con avidità. Pulisco il cazzo con la lingua, residui appiccicosi. ‘Brava ragazza.’ Ci rivestiamo veloci, un bacio ultimo, ‘Domani stesso posto.’ Scendo, gambe molli, trucco sfatto ma sistemo in fretta.
Torno a casa, Marco mi bacia sulla guancia. ‘Com’è andata la riunione?’ ‘Bene, stanca morta.’ Cucino, rido con i figli, ma sotto la tavola stringo le cosce, sento ancora il suo sperma in gola, la fica gonfia. L’alliance brilla innocente. Dio, quanto mi eccita questo segreto. Sono la moglie perfetta di giorno, la sua troia di notte. E non smetterò mai. Il brivido… è la mia droga.