Confessione: La Mia Doppia Vita con il Voisin di Fronte

Dio mio, non so da dove iniziare. Io, Maria, 38 anni, avvocata in uno studio del quartiere, moglie devota di Luca, casa con giardino, cene con amici, tutto perfetto. Ma dentro… brucio. Il mio segreto? Lui, il vicino di fronte. Non lo notavo nemmeno, un tipo qualunque, alto, con quel sorriso furbo. Martedì scorso, all’ufficio postale del paesino vicino. Esco, e lui è lì. ‘Ci conosciamo, vero? Ti va un passaggio? Mio marito è bloccato al lavoro.’ Bugia. Luca era a casa, ma volevo stare con lui. Salgo in macchina, cuore che martella. L’anello al dito luccica, ma la sua mano sfiora la mia gamba mentre cambio marcia.

Parliamo. ‘Sai, una volta mia cognata… in auto, la sua mano sul mio ginocchio, poi su, sotto la gonna.’ Lo dico piano, arrossendo. Lui ride, ‘Racconta.’ Io esito, ‘Mi ha toccata lì, piano, fino a farmi venire in due minuti.’ Silenzio. Sento il suo sguardo. ‘Posso…?’ La sua mano destra atterra sul mio ginocchio. Non la fermo. ‘Come ha fatto lei?’ La guido su, sotto la gonna leggera. Pelle d’oca. Le cosce tremano. ‘Lentamente,’ sussurro. Lui sale, dita che sfiorano l’interno, morbido. Io apro le gambe un po’. Il cuore mi esplode nel petto. Sento la fica bagnarsi, il cotone delle mutande inzupparsi. ‘Pensa a lei,’ dice lui, premendo sul clitoride attraverso il tessuto. Geme. ‘Più forte.’ Tiro giù le mutande, esposta. Dita dentro, due, che pompano. ‘Cazzo, sei fradicia.’ Vengo urlando piano, stringendogli la mano tra le cosce, il corpo che si inarca sul sedile.

L’Incontro Inatteso e la Tensione Crescente

‘Non basta,’ ansimo. ‘Andiamo da te.’ Parcheggia nel vialetto, casa vuota, marito fuori. Entriamo di fretta, porta sbattuta. Mi spinge contro il muro, bacia duro, lingua che invade. ‘Togliti tutto.’ Mi strappa la gonna, reggiseno. Seni liberi, capezzoli duri. Mi gira, mani sul culo. ‘Che fica perfetta.’ Mi piega sul tavolo cucina, lecca da dietro, lingua che entra nella fessura, succhia il clitoride. ‘Ahhh, sì, leccami!’ Spalanco le gambe, allargo le labbra. Il suo cazzo esce dai pantaloni, grosso, venoso. ‘Scopami ora.’ Entra di colpo, fino in fondo. ‘Cazzo, stringi!’ Pompa forte, schiaffi sulle chiappe. Io urlo, ‘Più forte, fammi male!’ Mi tira i capelli, l’anello che graffia il tavolo. Sento il suo pollice sul culo, preme. ‘Vuoi lì?’ ‘Sì, ma dopo.’ Mi rigira, gambe sulle spalle, mi sbatte come una troia. ‘Vengo!’ Lui esplode dentro, sborra calda che cola. Crollo, tremante.

Ci rivestiamo veloci. ‘Devo tornare, Luca rientra presto.’ Bacio veloce, ‘Ci rivediamo?’ ‘Sì, questo è solo l’inizio.’ Esco, cammino normale verso casa, ma tra le cosce appiccicoso, profumo di sesso. Luca mi saluta, ‘Com’è andata all’ufficio?’ ‘Bene.’ Sorrido, cucino, ma rivivo tutto: il rischio, il suo cazzo in me, il segreto. L’anello brilla innocente, ma io sono sua puttana nascosta. Il brivido mi fa bagnare di nuovo. Domani? Non vedo l’ora.

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