Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, sposata da dieci con un uomo gentile, un lavoro stabile in ufficio come responsabile marketing. Di fuori, sono la donna perfetta: tailleur elegante, sorriso professionale, anello al dito che brilla sotto le luci al neon. Ma dentro… dio, dentro sto impazzendo. Marco, il mio collega, quarantenne atletico con quel sorriso malizioso e mani forti. Tutto è iniziato una settimana fa, un bacio accidentale nel suo ufficio. Volevo solo abbracciarlo per ringraziarlo del supporto dopo la mia operazione. Le nostre labbra si sono sfiorate, la sua barba mi ha pizzicato, e boom: elettricità pura. Da quel momento, messaggi infuocati, allusioni sporche. Io, ossessionata. Lui resisteva, ma oggi… abbiamo fissato un hotel a due passi dall’ufficio. Cuore che martella mentre guido, l’anello del matrimonio che mi stringe il dito come un rimprovero. ‘E se mio marito scopre? E i colleghi?’ Ma la fica mi pulsa già al pensiero.
Entriamo nella stanza, lui chiude la porta piano. Io butto la borsa, mi tolgo il cappotto. Sotto, pantaloni neri aderenti e camicetta leggera. ‘Bella camera, eh?’ dico, nervosa. ‘Sofia, non siamo qui per la déco,’ ringhia lui, immobile, occhi famelici. Alto, muscoloso, quell’energia da maschio che mi fa bagnare. ‘Marco, ho paura… ma non resisto più. Ti vedo ogni giorno, ti bacio sulla guancia come una cretina, mentre sogno la tua cazzo dentro di me.’ Lui esita: ‘E se va male? Lavoriamo insieme.’ Io mi avvicino, sfioro la sua guancia ruvida. ‘Nessuno saprà. Ho fantasticato su questo tutta la settimana, masturbandomi accanto a mio marito addormentato.’ Lo bacio, stavolta profondo. Lingue che si intrecciano, il suo cazzo duro contro la mia pancia. Mi tremano le gambe, l’anello freddo contro la sua pelle calda.
La Tentazione che Mi Divora
Lo spingo sul letto. Mi spoglio lenta: pantaloni giù, gambe pallide esposte. Sbotto i bottoni della camicetta, via il reggiseno. Le mie tette generose, D cup, mignoli duri. Lui ansima: ‘Cazzo, Sofia, sei una bomba.’ Le prende in mano, le succhia i capezzoli, lingua che vortica. Io gemo, ‘Sì, così…’ Mani sul suo jeans, lo abbasso. Il suo uccello salta fuori, grosso, venoso, cappella gonfia. ‘Lo voglio in bocca,’ dico, inginocchiandomi. Lo lecco dalla base, sugo salato, lo ingoio piano, gola piena. Lui mi afferra i capelli: ‘Brava troia, succhialo bene.’ Mi alzo, nuda, mostro le cicatrici bianche sul basso ventre. ‘Ti piacciono?’ Lui annuisce, le lecca: ‘Erotiche da morire.’ Mi sdraio, apro le cosce. La mia fica rasata, solo un triangolo di peli, fradicia. Infila due dita, pompa forte, pollice sul clitoride. ‘Ahhh, Marco!’ Orgasmata violenta, squirto sul letto, corpo scosso.
Il Sesso Esplosivo e il Ritorno al Segreto
‘Ora tocca a me scoparti,’ grugnisce. Mi gira, a pecorina, mi sbatte dentro con un colpo secco. ‘Cazzo, che stretta!’ Urto ritmico, palle che schiaffeggiano il mio culo. Io spingo indietro: ‘Più forte, fammi tua!’ Sudore, odore di sesso, il letto cigola. Mi gira, missionario, gambe sulle sue spalle. Penetra profondo, mi bagna le tette di saliva. ‘Vengo, Sofia!’ ‘Dentro, riempimi!’ Sborra caldo, fiotti nella fica. Io vengo di nuovo, unghie nella sua schiena. Ansimiamo, collassati.
Mi rivesto veloce, trucco da rifare. ‘Devo tornare a casa, cena con marito.’ Lui sorride: ‘Il nostro segreto.’ Esco, aria fresca, fica che gocciola il suo sperma nelle mutande. Guardo l’anello: colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani in ufficio, sorrisi innocenti, mentre ricordo il suo cazzo. Questa doppia vita mi fa viva. Chissà la prossima volta…