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La Mia Doppio Vita: Confessione di una Moglie che Gioca alla Puttana

Mi chiamo Laura, ho 36 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Paolo da otto anni, casa perfetta, figli a scuola, cene con amici. Tutti mi invidiano. Ma… c’è un segreto. Marco, il mio amante. Incontri rubati, adrenalina pura. Stasera ho mentito di nuovo. ‘Riunione urgente in ufficio’, ho detto a Paolo. Cuore che batte forte mentre guido verso la sua casetta isolata in collina, agosto afoso, notte nera.

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Arrivo sudata, robe légère nera che mi fascia le curve. Marco mi apre, sorriso da lupo. ‘Entra, troia mia’. Ridiamo, ma dentro tremo. Ceniamo veloci, candele, armagnac che brucia in gola. Parliamo di fantasie, calici che tintinnano. ‘E se fossi una puttana? Pagheresti per scoparmi?’. Lo dico provocante, gambe accavallate, alleanza che luccica al dito. Lui ride, occhi che si accendono. ‘Dipende da quanto vali, amore’. Mi alzo, fluida, vado in bagno. Rumori strani, lui chiama: ‘Che fai?’. ‘Indovina’. Torno con capelli raccolti, mi siedo sul divano di pelle che scricchiola sotto il mio culo tondo.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Emetto le cosce, piano. Mano sulla fica, rasata quasi del tutto, solo un filo di peli che tira su verso l’ombelico. ‘Le puttane ti piacciono così sporche?’. Mi tocco piano, clitoride che pulsa, occhi chiusi. Lui ansima, cazzo duro nei pantaloni. Mi giro, alzo la gonna, mostro il culo largo. ‘Questo è il culo di una suora o da fottere?’. Mi piego, apro le chiappe con le mani. Ano che ammicca, fica gonfia che luccica già. Dita che scivolano, umide, lungo la fessura. Sospiri, ‘Mi fai diventare bagnata, eh? Spero che il tuo cazzo spinga nel boxer’.

Inserisco un dito in fica, lo tiro fuori, lo lecco. ‘Quanto mi dai per continuare?’. Lui balbetta, eccitato perso. Mi alzo, prendo i suoi soldi dalla giacca, li conto ridendo. ‘Spero ne valga la pena’. Mi spoglio nuda, solo mocassini neri. ‘Hai pagato per lo spettacolo’. Gli apro i pantaloni, tiro fuori il cazzo duro, lo palpò dalle palle al glande. ‘Non male… guarda se sono abbastanza troia’.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa

Verso champagne in una coppa, poi la massaggio sulla fica. Gola fredda contro labbra calde. Mi siedo a cavalcioni sul bracciolo, gamba alzata, infilo il collo della bottiglia. ‘Guarda che entra’. Schiocchi umidi, fica che si apre, goulot che scivola dentro. ‘La tua puttana si incula con questa’. Spingo più a fondo, apro le labbra con dita, vulva dilatata, rossa, lucida. Gambe dietro le spalle, pompo piano, fa male ma eccita da morire. ‘Vedi? La mia fica è un buco da metropolitana. Mi apre tutta’. Gemo, sudo, lui si sega guardandomi. Circolari lenti, orgasmo che monta, urlo soffocato.

Tiro fuori la bottiglia, gocciolante. Mi inginocchio, ‘La troia finisce il cliente’. Lecco cazzo e palle, lingua larga. ‘Ti piace la tua cagna? Ho sete di sborra’. Aspiro forte, mano stretta alla base, pompo violenta. Lui geme, spinge, sborra in gola jet caldi. Deglutisco, lecco le ultime gocce. ‘Delizioso’. Mi alzo, lui tenta di riprendermi, ma scappo ridendo. ‘Sessione finita, devo lavorare domani’.

Guido a casa, fica ancora pulsanti, alleanza fredda contro il volante. Paolo dorme. Mi infilo a letto, odore di sesso addosso. Cuore batte, eccitata dal segreto. Domani sorriderò al mondo, ma dentro brucerò per il prossimo rischio. Dio, che vita doppia deliziosa.

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