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La Mia Doppia Vita: L’Amante Selvaggio che mi Fa Impazzire

Mi chiamo Isabella, ho 38 anni, sposata da 15 con Marco, un avvocato stimato a Milano. Casa grande in centro, due figli, lavoro in banca come direttrice. Tutti mi invidiano: la vita perfetta, elegante, rispettabile. Ma dentro… dio, dentro brucio. Da sei mesi ho un segreto. Si chiama Luca, un contractor del sud, muscoloso, rude, con quell’aria da conquistatore. L’ho incontrato per caso in un cantiere vicino all’ufficio. Mi ha guardata come se volesse mangiarmi viva. E io… io ho ceduto.

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Oggi è stato uno di quei giorni. Mattina in riunione, sorriso professionale, alliance al dito che luccica sotto le luci al neon. Ma il telefono vibra: ‘Ore 18, parcheggio sotterraneo dell’hotel. Non farmi aspettare.’ Cuore in gola. Esco dall’ufficio, salgo in macchina, mani sudate sul volante. Guardo l’alliance, la ruoto nervosa. ‘Cosa sto facendo? Marco mi aspetta a casa con la cena.’ Ma tra le gambe… già bagnata. L’adrenalina mi eccita da morire. Parcheggio, scendo, lui è lì, appoggiato al muro, camicia aperta sul petto villoso, occhi da predatore.

La Tensione della Vita Nascosta

‘Sei in ritardo, troia,’ mi sussurra all’orecchio, tirandomi per i fianchi. Odore di sudore e colonia forte, mi fa girare la testa. ‘Scusa… non potevo,’ balbetto, ma lui mi zittisce con un bacio violento, lingua dentro, mani che mi palpano il culo sotto la gonna. Siamo nel suo furgone, parcheggiato in un angolo buio. Rischio tutto: se qualcuno passa, se mi vedono… ma è questo il brivido. Mi sbatte sul sedile, skirt su, mutandine strappate via. ‘Guardami l’anello, eh? Tuo marito non sa che la sua mogliettina è una puttana,’ ringhia, slacciandosi i jeans. Il suo cazzo salta fuori, grosso, venoso, già duro come ferro. Lo prendo in mano, palpito, lo lecco dalla base alla cappella, sapore salato. Geme, mi afferra i capelli: ‘Succhialo bene, prima che ti rompa.’

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

Mi infila in bocca, spingendo fino in gola, mi soffoco ma continuo, saliva che cola. Poi mi gira, a pecorina, culo in aria. Sento la cappella contro la fica, bagnata fradicia. ‘Dimmi che lo vuoi,’ ordina. ‘Sì… scopami, ti prego,’ ansimo, colpevole ma arrapata. Entra di colpo, un colpo secco, mi riempie tutta. ‘Cazzo, sei strettissima,’ grugnisce, pompando forte, palle che sbattono sul mio clito. Io mi aggrappo al sedile, tette che ballano fuori dal reggiseno, alliance che sfrega la sua pelle ruvida. Ogni spinta un tuono, cuore che martella, paura che sentano i gemiti. ‘Più forte… sì, così!’ urlo piano. Mi scopa come un animale, mano sul collo, l’altra che mi schiaffeggia il culo. Sento l’orgasmo montare, violento, mi mordo il labbro. ‘Vengo… cazzo, vengo!’ esplodo, fica che si contrae intorno al suo cazzo. Lui accelera, ‘Prendilo tutto,’ e schizza dentro, caldo, profondo. Sperma che cola sulle cosce.

Cinque minuti. Tempo zero. Mi sistemo la gonna, trucco sfatto, labbra gonfie. ‘Vai dal tuo maritino, con la mia sborra in pancia,’ ride lui. Io sorrido, colpevole, eccitata. Guardo l’orologio: 18:45. Rientro a casa, bacio Marco, ‘Com’è andata al lavoro?’ ‘Bene, amore.’ Cucino, rido con i figli. Ma sotto, il segreto pulsa. Cammino con le gambe molli, profumo di sesso represso. Ogni sguardo allo specchio: ‘Chi sei davvero?’ E rido dentro. Questo brivido… mi tiene viva. Domani? Un altro messaggio. Non resisto.

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