Mi chiamo Anna, ho 38 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata da dodici anni con Marco, un commercialista perfetto. Casa in centro, due figli, cene con amici, yoga il martedì. Tutti mi invidiano: donna in carriera, moglie devota, madre amorevole. L’anello al dito brilla sempre, impeccabile. Ma… c’è un ma. Grande quanto un cazzo duro. Si chiama Luca. Operaio edile, 42 anni, del Sud, braccia tatuate, mani ruvide, accento forte. Non è bello, sudato, rozzo. Ma mi fa bagnare come nessuna grive mai. È il mio merlo, il mio segreto sporco.
Ogni mattina mi alzo, bacio Marco, preparo i caffè. Al lavoro sorrido ai clienti, vinco cause. Ma il telefono vibra. ‘Stasera? Dietro l’ufficio?’. Cuore in gola. Le mani tremano. Penso a lui mentre firmo contratti. La mia vita pubblica è un muro solido, ma dentro… brucio. L’anello mi stringe il dito, mi ricorda il voto. Eppure, lo voglio. Quel brivido di rischiare tutto. Di essere scoperta. Dio, mi eccita da morire. Ieri ho mentito a Marco: ‘Riunione serale’. Lui ha annuito, fiducioso. Io già sentivo la fica pulsare.
Il Segreto che Mi Divora Ogni Giorno
Ore 20:30. Parcheggio sotterraneo abbandonato, vicino allo studio. Luca è lì, appoggiato al furgone, sigaretta in bocca. Mi vede, sorride storto. ‘Bella avvocatessa’. Mi avvicino, cuore che martella. ‘Shh, veloce’. Le sue mani mi afferrano i fianchi, mi spingono contro il muro freddo. Bacio urgente, lingue che si divorano. Sa di birra e sudore. Le mie dita sfiorano il suo pacco gonfio. ‘Cazzo, sei già duro’. Lui ride basso: ‘Per te sempre, troia elegante’. Tiro giù la zip dei pantaloni del tailleur, gonna alzata. Niente mutande, bagnata fradicia. Lui infila due dita dentro, rude. ‘Porca puttana, goccioli’. Geme contro il mio collo. Io ansimo: ‘Scopami ora, prima che arrivi qualcuno’.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa
Mi gira, mani sul muro. Sento la cappella grossa premere sulla fica. Entra di colpo, tutto. ‘Ahhh! Sììì!’. Spinge forte, ritmico. Il suo ventre peloso sbatte sul mio culo. L’anello luccica mentre mi aggrappo al suo avambraccio muscoloso. ‘Ti piace tradire il tuo signorino, eh?’. ‘Sì… cazzo sì… più forte’. Lui accelera, una mano sulla bocca per i miei gemiti. Sento le palle sbattere, il suo cazzo gonfio sfregare dentro. Odore di sesso, umido, animale. ‘Vengo… riempimi!’. Lui grugnisce: ‘Prendila tutta, puttana’. Sborra caldo, profondo. Io esplodo, gambe che tremano, squirto sul cemento. Due minuti di paradiso puro. Urgente, sporco, perfetto.
Ci rivestiamo veloci. Un bacio veloce, sudati. ‘A presto, amore mio’. Salgo in macchina, specchietto: rossetto sbavato, capelli in disordine. Mi sistemo, spruzzo profumo. Alle 22:00 entro in casa. Marco sul divano: ‘Com’è andata?’. Sorriso innocente: ‘Bene, stanca morta’. Lo bacio, gusto ancora Luca in bocca. Ceniamo, chiacchieriamo. Figli a letto. Ma dentro… euforia. Il segreto mi scalda la pelle. L’anello pulito, ma la fica piena della sua sborra che cola piano. Domani stessa vita. Ma so che lui mi aspetta. Questa doppia identità mi fa viva. Colpevole? Un po’. Ma eccitata? Da morire. Non smetterò mai.