Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da 15 con Marco, un ingegnere rispettato. Quattro figli, casa in ordine a Milano, lavoro come avvocatessa in uno studio importante. Tutti mi vedono come la donna perfetta: mamma devota, professionista impeccabile, moglie fedele. L’anello al dito brilla sempre, ma nasconde un segreto che mi fa battere il cuore all’impazzata. Randolph, l’amico d’infanzia di Marco, il nostro socio negli affari. Lui è il mio amante da mesi. Ci conosciamo da sempre, ma da quando Marco è sempre via per lavoro, il desiderio è esploso. Oggi… oddio, oggi è stato troppo rischioso.
La giornata è iniziata come sempre. Riunione in studio, caffè con i colleghi, sorrisi professionali. Sotto la gonna il perizoma che lui mi ha mandato ieri sera: “Indossalo per me, troia mia”. Il telefono vibra: “Parcheggio sotterraneo, ora”. Il cuore mi sale in gola. Guardo l’orologio: tra 20 minuti devo prendere i bambini a scuola. Marco mi ha scritto: “A stasera, amore”. Colpa, eccitazione. Scendo con la scusa di una chiamata. L’ascensore si chiude, premo il tasto B1. Le mani tremano. L’anello sfiora la coscia, freddo contro la pelle calda. Lo vedo lì, appoggiato alla sua auto nera, sorriso da predatore.
La Routine Quotidiana e il Fuoco Nascosto
“Elena, sei una puttana perfetta”, mi sussurra afferrandomi per i fianchi. Le sue mani ruvide sotto la gonna, sul culo nudo. “Il tuo signore è qui”. Geme contro il mio collo. Io annuisco, la fica già bagnata. “Randolph, i bambini… non abbiamo tempo”. Ma lui ride, mi spinge contro il muro del parcheggio semibuio. L’odore di gomma bruciata, auto lontane. Rischio tutto: guardie, telecamere. Il suo cazzo duro preme contro di me. Lo tiro fuori dai pantaloni, grosso, venoso, cappella gonfia. “Succhia, troia”. Mi inginocchio sul cemento freddo, l’anello che luccica mentre lo prendo in bocca. Lo lecco dalla base alle palle, sapore salato di uomo. Lui geme: “Bravo, la tua bocca è una fica perfetta”. Succhio forte, la gola piena, saliva che cola. Il cuore batte come un tamburo, paura di passi vicini.
L’Esplosione di Passione e il Ritorno alla Normalità
Mi tira su, mi gira, solleva la gonna. “Apri le cosce, puttana sposata”. La sua mano sull’anello: “Questo non ti ferma, eh?”. No, mi eccita di più. Mi penetra di colpo, il cazzo che spacca la fica fradicia. “Cazzo, Elena, sei strettissima”. Spinge forte, colpi rapidi, il muro graffia la schiena. Io gemo piano: “Più forte, riempimi…”. Le palle sbattono sul mio clito, orgasmo che sale veloce. “Sto venendo, troia”. Sento il calore, sborra calda che mi inonda dentro, gocciola sulle cosce. Mi tremano le gambe, vengo anch’io mordendomi il labbro.
Cinque minuti dopo, mi sistemo la gonna, bacio veloce. “A presto, amore mio”. Salgo in auto, specchietto: rossore sul collo, trucco sfatto. Accendo il motore, esco dal parcheggio con le mani che ancora odorano di lui. Prendo i bambini, sorrisi innocenti: “Mamma, com’è andata al lavoro?”. “Bene, tesori”. A casa, cena con Marco, abbracci. Lui non sa nulla. Sdraiata nel letto, la fica dolorante piena della sua sborra, sorrido nel buio. Il segreto mi brucia dentro, mi fa sentire viva. Domani? Lo rifarei mille volte. Sono la moglie perfetta… e la sua troia segreta.