Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da 12 con Roberto, un ingegnere perbene. Vivo a Napoli, casa in collina con vista sul Vesuvio, due figli, lavoro come commercialista in uno studio centrale. Fuori sembro la donna perfetta: tailleur elegante, sorriso professionale, l’anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho una doppia vita. Lui si chiama Paolo, il mio amante. Un cliente, architetto, occhi neri che mi fregano ogni volta. Ci vediamo da sei mesi, di nascosto, e ogni volta è un’onda di adrenalina che mi fa tremare le gambe.
Oggi è stato uno di quei giorni. Mattina tranquilla, riunioni noiose. Roberto mi ha mandato un messaggio: ‘Tesoro, stasera cena con i tuoi genitori?’. Ho risposto ‘Sì amore, a presto’. Ma il cuore già batteva forte. Paolo entra nel mio ufficio per ‘una consulenza’. Chiude la porta, mi guarda. ‘Elena, non ce la faccio più’. Io arrossisco, sento la figa che si bagna sotto le mutandine di pizzo. L’anello… lo guardo, Roberto non sa niente. ‘Paolo, è rischioso, i colleghi sono vicini…’. Ma lui si avvicina, mi bacia il collo. Profumo di colonia, mani forti. Il mio telefono vibra: Roberto, ‘Ti amo’. Colpa, eccitazione. ‘Solo cinque minuti’, sussurro. ‘Andiamo sul retro, nel vicolo’. Cuore in gola, esco fingendo una pausa sigaretta.
Il Segreto Che Mi Mangia Viva
Là, contro il muro graffiato, l’odore di Napoli: mare e spazzatura. Paolo mi solleva la gonna, nero aderente. ‘Sei fradicia’, ringhia, infilando due dita nella mia fica rasata. Geme: ‘Cazzo, Elena, sei una troia sposata’. Io ansimo, ‘Sì… ma scopami veloce, devo tornare’. Mi gira, mani sul muro, l’anello che sfrega il cemento. Sento la zip, il suo cazzo duro, grosso, che preme contro il mio culo. ‘Guardami l’anello mentre ti sfondo’, dice. Entra di colpo, profondo, mi riempie. ‘Ahhh!’, grido piano. Spinge forte, ritmo urgente, palle che sbattono sul mio clitoride. Io mi mordo il labbro, ‘Più forte, Paolo, fammi venire prima che mi beccano’. Lui mi afferra i capelli, tira: ‘La tua fica è mia, non di quel cornuto’. Succhi, schiocchi bagnati, il mio succo che cola sulle cosce. Mi infila un dito nel culo, doppio piacere. ‘Vengo… cazzo!’, urlo soffocato. Lui esplode dentro, caldo, pieno, ‘Prendilo tutto, puttana’. Trema, io collasso contro il muro, gambe molli.
Ci rivestiamo veloci. ‘A stasera, amore mio’, mi sussurra, bacio veloce. Torno in ufficio, trucco rifatto, sorriso finto. Colleghi non sospettano. Pomeriggio di scartoffie, ma sento il suo sperma che mi scivola fuori, mutandine zuppe. Vado a prendere i bimbi, cena con Roberto. ‘Com’è andata la giornata?’, chiede lui, baciandomi. ‘Bene, stanca’, dico, eccitata dal segreto. A letto, lo scopo meccanicamente, pensando a Paolo. Il brivido… dio, mi fa viva. Domani? Un altro rischio. Non smetterò mai. Questa doppia vita è la mia droga.