Ciao, sono Giulia, trentotto anni, maestra elementare in un paesino tra colline e boschi. Sposata con Marco da dieci anni, una figlia adorabile di sette, Amélie… no, si chiama Sofia, ma somiglia tanto a lei. Di giorno, sono la prof rispettabile, con tailleur elegante, capelli raccolti, l’anello nuziale che brilla al dito. Cucino, lavo, sorrido al marito. Ma dentro… dio, brucio.
Ieri pomeriggio. ‘Marco, vado dalla nonna, è malata. Le porto una torta e burro fresco.’ Bugia. La nonna è morta da anni, il mulino abbandonato è il nostro nido. Sofia mi guarda con occhioni noisette: ‘Raccontale il Chaperon Marron, mamma!’ Rido, la bacio. Cuore che già batte forte. Esco, panierino in mano, chaperon… no, foulard marrone sui capelli, come i miei occhi.
La Vita Perfetta e il Primo Mensonge
Cammino nel bosco, rami che graffiano le gambe sotto la gonna. Sento l’odore di terra umida, foglie marce. Lui mi aspetta lì, vicino al ruscello. Lo conosco da mesi, quel tipo con occhi verdi da lupo, muscoloso, operaio del villaggio. Nervoso, sempre teso. ‘Giulia…’ mi sussurra quando mi vede. Le mani sue, ruvide, sul mio viso. Io esito: ‘Dobbiamo fare in fretta, Marco cena alle otto.’ Ma la fica già pulsa, bagnata da stamattina pensando a questo.
Mi spinge contro un albero, corteccia che mi punge la schiena attraverso la camicia. ‘Sei mia puttana segreta,’ ringhia, slacciandomi la blusa. Seni liberi, capezzoli duri al vento fresco. Lecco le sue labbra, gusto sudore e tabacco. Mani sue sull’anello: ‘Toglimelo?’ ‘No… lascialo.’ Contrasto che mi eccita da morire. Gli abbasso i jeans, cazzo duro, venoso, grosso. Lo prendo in bocca un attimo, linguale sulla cappella, saliva che cola. Geme: ‘Cazzo, Giulia, succhia più forte.’
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno al Normale
Non resisto. Mi alzo la gonna, mutande da parte, ‘Fottimi ora.’ Mi solleva una gamba, entra di colpo. ‘Ahhh!’ Urlo soffocato, bosco che ci avvolge. Cazzo che mi riempie, spinge profondo, colpi rapidi, secchi. Fica che schizza umori sulle cosce sue. ‘Sei strettissima, troia sposata,’ ansima. Io: ‘Più forte, fammi venire!’ Cuore in gola, ogni fruscio un rischio – un cacciatore? Un paesano? L’anello freddo contro il suo petto caldo. Vengo tremando, unghie nella schiena sua, mordo il collo per non gridare.
Lui accelera, ‘Sto per sborrarti dentro.’ ‘Sì, riempimi!’ Caldo getto, sperma che cola giù quando esce. Ansimo, gambe molli. Si riveste veloce: ‘Torna presto, amore.’ Bacio umido, fuggo.
Torno a casa, capelli scompigliati ma sorridente. ‘Com’era nonna?’ chiede Marco. ‘Meglio, le ho raccontato una storia.’ Sofia applaude. Cena, piatti, baci della buonanotte. Sotto il tavolo, mutande appiccicose di sborra sua. L’anello pulito, ma io… io sono viva. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani, stessa vita. Ma il segreto… dio, il brivido mi fa venire anche ora, sola nel letto. La doppia me: moglie perfetta, puttana del bosco. Non smetterò mai.