Dio, non ce la faccio più a tenere questo segreto. Sono Maria, 38 anni, avvocato a Milano. Marito amorevole, due figli, casa perfetta. Tutti mi vedono come la donna in carriera, con l’anello al dito che brilla. Ma ieri… ieri ho mentito. ‘Tesoro, devo andare a un seminario sulle Alpi per lavoro’. Lui ha annuito, innocente. Io, con la figa già bagnata all’idea di Roberto.
Partita all’alba, neve fresca ovunque. Le colline bianche, i pini carichi di fiocchi. Il cuore mi martellava mentre parcheggiavo davanti al suo chalet. Lui era lì, alto, con quella giacca che sa di bosco e sesso. Mi getto tra le sue braccia. ‘Finalmente’, sussurra, la guancia ruvida sulla mia. Bacio morbido, poi dentro. Candele tremolanti, aria calda. L’anello del matrimonio sfiora la sua mano mentre mi stringe. Colpa? Un po’. Ma l’adrenalina… mi fa impazzire.
Il Mensonge per Incontrarlo: Cuore che Batte tra Neve e Colpa
‘Mi fido di te’, dice con quel sorriso timido che adoro. ‘Chiudi gli occhi’. Mi prende la mano, usciamo. ‘Aprili’. Una slitta, due cavalli fumanti. ‘Andiamo?’. Annuisco, emozionata. Sotto le pellicce, corpi appiccicati. Freddo fuori, ma le sue mani guantate scivolano sul mio culo. ‘Ti voglio da morire’, mormora. Baci profondi, lingue che si mischiano. La mia mano cerca il suo cazzo attraverso i pantaloni. Duro. Il mio ventre pulsa.
La slitta si ferma in una radura deserta. Un pupazzo di neve enorme, sciarpa rossa, naso arancione. Ridiamo come bambini. Io corro, lui mi afferra. ‘Aspetta, troia mia’. Mi placa contro il pupazzo, freddo sulla schiena. Ci rotoliamo nella neve, vestiti che volano. ‘Qui? Fuori?’. ‘Sì, cazzo, qui’. Il suo cazzo viola, teso. Lo prendo in bocca, lo lecco, assaporo il presperma salato. Geme, mi tiene la testa. ‘Succhia più forte’.
Esplosione di Piacere: Sesso Crudo nella Neve e al Caldo del Fuoco
Mi sdraia nuda sulla neve, meno male le pellicce sotto. Lingua sulla fica, bagnata fradicia. ‘Sei una fontana’. Due dita dentro, pompa. Io urlo, ‘Leccami, Roberto!’. Mi penetra piano, il cazzo rovente contro il freddo. Gambe attorno ai fianchi, lo voglio tutto. ‘Più forte, scopami!’. Va e viene, palle che sbattono. Io vengo prima, spasmi violenti, urlo nel bosco vuoto. Lui accelera, ‘Sto venendo!’, e spara dentro, getti caldi che mi riempiono. Seconda ondata per me, corpi tremanti.
Torniamo alla slitta, al chalet. Nudi davanti al camino, fiamme che crepitano. Il suo cazzo si riaccende. Lo prendo in mano, duro come prima. ‘Ammiralo’, dico. Lo succhio profondo, gola piena. Lui mi allunga sul tappeto, dita nella fica. ‘Sei ancora fradicia di me’. Mi scopa lento, poi veloce. ‘Dimmi che sei mia’. ‘Sì, cazzo, tua!’. Mi giro, a pecorina, lo cavalco. Mani sui miei capezzoli, pizzica. Vengo di nuovo, forte, lui mi segue, sborra profonda.
Ore dopo, rientro a casa. Marito mi bacia la guancia. ‘Com’è andato il seminario?’. ‘Bene, stancante’. Sorrido, con il suo sperma che cola ancora un po’. L’anello luccica innocente. Colpa? Minima. L’eccitazione del segreto mi fa fremere. Domani ufficio, ma già penso al prossimo rischio. Questa doppia vita… è la mia droga.