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La Mia Doppia Vita: La Follia Segreta in Vacanza con l’Amica

Dio, non ce la faccio più a fingere. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, sposata con Marco da dieci anni, casa perfetta a Milano, figli a scuola, riunioni in studio. L’anello al dito che brilla sotto le luci fluorescenti. Ma dentro… dentro ardo. Ho detto a Marco che partivo per un corso in Bretagne con l’amica Anaëlle, una bionda stupenda, occhi azzurri che ipnotizzano, corpo filino e tette sode. Vacanza tra donne, ho mentito. Lui ha annuito, baciandomi la fronte. Io già tremavo, la figa che pulsava al pensiero del rischio.

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Anaëlle mi ha fatto scoprire Jesus and Mary Chain, ‘Candy Says’ che mi entra in testa mentre camminiamo sulle spiagge deserte. Vento forte, odore di alghe che ti prende alla gola. Ridiamo, ci abbracciamo, la patronne dell’hotel ci guarda strano quando prenota il letto grande. ‘Shocking’, sorride. Quella notte ci leccavamo piano, dita nella fica umida, gemiti soffocati. Ma non basta. Ho bisogno di cazzo vero, di pericolo.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Poi il telefono di Anaëlle squilla al colazione. Si irrigidisce, occhi persi. ‘Babette è morta, si è uccisa’. La abbraccio, ma lei è lontana. Passeggiamo tra rocce, capelli al vento. Tristezza, ma sotto… fame. Andiamo in un ristorante sul porto, pesce fresco, vino. Lì arrivano loro: due stronzi ubriachi, Mathieu il biondino e Jérôme il moro taciturno. ‘Conoscete Radiohead? Abbiamo una cassetta bootleg in macchina’. Anaëlle lo guarda, occhi accesi. Io penso: ‘Cazzo, devo farmelo io l’altro’. Mi fissano, mi spogliano con lo sguardo. Cuore che martella. ‘Andiamo’, dicono, e noi… partiamo senza pagare. Folli.

In macchina, Radiohead a palla: ‘I’m a creep’. Anaëlle dietro con Mathieu, già si baciano, mano nel reggiseno. Io davanti con Jérôme, serio come un santo. Dietro, risatine, succhiate. Gelosia mi morde. La mia mano sulla sua coscia, risale. Niente dice. Tiro fuori il cazzo, duro, grosso. ‘Non è piccolo’, penso, succhiandolo piano. Bevo il sapore salato, lingua che gira sulla cappella. Lui stringe il volante, strada buia. Anaëlle geme dietro. Io accelero, lo prendo in gola, bolas che sbattono. Sento la vena pulsare. ‘Vieni’, gli sussurro. Esplode, sborra calda in bocca, sul viso. Mi godo ogni goccia, viso appiccicoso. Arriviamo in città, apro il finestrino: ‘Ho succhiato un cazzo enorme! Mi ha sborrato in faccia!’. Gente ci fissa, Anaëlle ride: ‘Il mio era più grosso!’.

L’Esplosione del Desiderio Proibito

Fermata alla stazione di servizio, cessi luridi. Io e Anaëlle ci bagniamo a vicenda, magliette trasparenti, capezzoli duri. Due camionisti grassi ci fissano. Anaëlle slaccia la camicia, tette fuori, pesanti. Io alzo la gonna, culotte aperte, figa rasata esposta, dita dentro. ‘Asticciatevi pensando a questa’, urlo ridendo. Corriamo via, eccitate da morire.

Tornati in auto, Anaëlle si fa scopare dietro, ‘Pistonami forte!’. Io guido la mano di Jérôme nella mia fica fradicia. Dita che scavano, pollice sul clito. Vengo urlando, squirto sul sedile. ‘Cazzo, ho pisciato?’, penso. Arriviamo al suo appartamento, ma io devo tornare. ‘Domani hotel’, dico. Notte folle, cazzi dentro, sborra ovunque.

Ora sono a casa, Marco dorme. Mi lavo il viso, l’anello pulito. Ma sento ancora il sapore di sborra, il cuore che batte per il segreto. Domani studio, moglie perfetta. Stasera? Un messaggio ad Anaëlle: ‘Troviamo altri cazzi?’. Il brivido mi bagna di nuovo. Questa doppia vita… mi fa viva.

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