Mi chiamo Maria, ho 36 anni, avvocata a Milano. Sposata con Luca da dodici anni, casa perfetta, figli a scuola, riunioni in studio. Tutti mi vedono come la donna in carriera, fedele, impeccabile. L’anello al dito brilla sempre, simbolo della mia vita “normale”. Ma dentro di me… c’è un fuoco. Adoro il rischio, il proibito. Il cuore che batte forte, la paura di essere scoperta. Questa storia l’ho vissuta due giorni fa, nelle Dolomiti. Ancora mi tremano le gambe al ricordo.
Eravamo in quattro per una randonnée: io e Luca, e i nostri amici Giovanni e Laura. Loro, meno allenati, si lamentavano dopo pochi km. “Sto crepando”, diceva Laura, sudata. Giovanni annuiva: “Troppo ripido”. Luca rise: “Ok, andiamo avanti noi a preparare il picnic. Seguite i segnavia”. Ci salutammo, io mi voltai un’ultima volta: “Troviamo un posto bello”. Camminammo un’ora, salite e discese nella foresta. Trovammo un prato al ruscello, soleggiato, isolato. Sbottai il pranzo, inginocchiata sulla tovaglia. Il cuore già accelerato. Giovanni… no, aspetta, è Luca il mio, ma Giovanni… i loro sguardi durante il viaggio in auto. Lui alto, muscoloso, occhi maliziati.
Il Segreto che Sale in Quota
“Quanto vantaggio abbiamo?”, chiesi. “Cinque, dieci minuti”, rispose Luca. Gridai: “Laura! Giovanni!”. Silenzio. Solo il fiume. Mi inginocchio ancora, assiettes pronte. Luca dietro di me, mani sulla mia schiena. “Abbiamo tempo…”. Le sue dita sotto la maglietta, sfiorano i seni. Il reggiseno stretto. “Qui? Sul sentiero?”. “La natura mi eccita”. Mi solleva la maglia, sgancia il reggiseno. I miei capezzoli duri all’aria. Una mano sui tette, l’altra sul sesso attraverso i pantaloncini. Mi alzo, mi giro, gli slaccio i pantaloni. Il cazzo già duro, grosso. Lo prendo in mano, l’anello nuziale luccica contro la pelle calda. Lo infilo in bocca, succhio piano, lingua sul glande. Gemo. “Se arrivano…”. “Shh, finisci”. Succhio più forte, saliva che cola.
Improvvisamente, voci. “Ehi! Siete lì?”. Ci rivestiamo di furia. Reggiseno nel zaino, tette libere sotto la maglia, capezzoli evidenti. Giovanni arriva per primo. “Vi abbiamo interrotti?”. Luca arrossisce, il rigonfiamento nei pantaloni. Giovanni ride, gli afferra il pacco: “Vi stavate divertendo, eh?”. Laura al ruscello, si bagna il viso. T-shirt bagnata, trasparente, tette piccole senza reggiseno. “Fa freddo”. Se la toglie. Io esito, poi pure io. Sole caldo sui seni nudi. Loro ci massaggiano con crema solare, mani sull’altro corpo. Capezzoli duri, gemo piano. Veniamo, rapide, intense.
L’Esplosione di Piacere e il Ritorno alla Normalità
Riposiamo nudi, piedi nel fiume. Ma il segreto pulsa. Durante il bivacco serale, nudità totale, epilazioni, carezze reciproche. Finimmo a scambiarci: io con Giovanni, Luca con Laura. Cazzi lisci in bocca, fiche depilate leccate. Sborra condivisa, baci appiccicosi. “Principio di uguaglianza”, ridevano loro. Io succhiavo il cazzo di Giovanni, grosso, mentre Luca mi guardava. Mi scopò da dietro, forte, mentre Laura mi leccava. Venni urlando, sborra che cola.
Tornati a Milano, Luca dorme accanto. Io ripenso: l’anello pulito, ma la fica ancora umida. Il brivido del segreto mi fa eccitare di nuovo. Domani ufficio, sorrisi falsi. Ma dentro, la troia che sono freme per la prossima volta. Dio, quanto mi piace questa doppia vita.