Mi chiamo Laura, ho 42 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Andrea da 18 anni, due figli adolescenti, casa in ordine, cene familiari, messe la domenica. Tutti mi invidiano: donna in carriera, moglie devota, madre perfetta. Ma c’è il mio segreto. Luca, il mio amante. Collega, 35 anni, occhi neri che mi trafiggono. Ci conosciamo da due anni. All’inizio sguardi rubati, poi messaggi, caffè “innocenti”. Ora, scopiamo quando possiamo. L’anello nuziale? Lo porto sempre. Mi eccita da morire quel contrasto.
Oggi, ufficio. Riunione noiosa. Sento il suo piede sfiorarmi sotto il tavolo. Cuore in gola, batte forte. “Stasera?” mi scrive sul telefono. Rispondo: “Ore 19, parcheggio sotterraneo. Veloce, devo cucinare.” Paura e voglia mi mangiano. Andrea mi chiama: “A che ora torni, amore?” “Verso le 20, traffic.” Bugia facile. Colpa? Sì, un pochino. Ma la fica già bagnata tradisce. Passo la giornata con le cosce che sfregano, mutande umide. Penso al suo cazzo duro, al rischio di essere vista.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio
Ore 19:15, parcheggio buio. La sua macchina, anonima. Salgo dietro. “Cazzo, mi manchi,” ringhia, e mi bacia. Mani ruvide sotto la gonna del tailleur, slacciano il reggiseno. I miei capezzoli turgidi, li pizzica forte. “Sei fradicia, troia.” Sì, lo sono. Tiro giù i pantaloni, il suo uccello balza fuori, venoso, grosso. Lo prendo in bocca, succhio avida, gusto il presperma salato. Gola piena, lo deepthroto fino a tossire. Lui geme: “Brava, succhia come una puttana.” Poi mi gira, a pecorina sul sedile. L’anello luccica mentre afferro il poggiatesta. Entra di prepotenza, la fica si apre, dolorosamente dolce. “Ahhh! Più forte, scopami!” Pompa selvaggio, testicoli che sbattono sul mio clitoride. Sudore cola, odore di sesso riempie l’abitacolo. Finestre appannate. Passi? Un’auto che passa? Terrorizzata, eccitata di più. “Vengo, cazzo!” urlo piano, orgasmo che mi squassa, pareti contratte lo mungono. Lui esplode dentro, sborra calda che mi riempie, cola giù. “Prendila tutta, mia segretaria infedele.”
Due minuti, ci rivestiamo. Bacio umido: “Domani?” “Vediamo.” Scendo, gambe molli, mutande zuppe di fica e sperma. Guido a casa, specchio: rossetto sbavato, ma sorrido. Andrea apre la porta: “Sei stanca? Cena pronta.” Lo bacio, gusto di innocenza. Figli chiacchierano. Mangio, rido, ma sotto il tavolo, cosce appiccicose. Sborra che sgocciola. Cuore ancora accelerato. Stanotte, con Andrea, fingerò passione, ma penserò a Luca. Questo segreto mi fa viva. Colpevole? Un po’. Ma il brivido… non smetto. Mai. Domani, un altro rischio. La doppia vita mi consuma, e io la adoro.