Mi chiamo Anna, ho 42 anni, sposata da 15 con un uomo perbene, avvocato a Napoli. Di giorno sono la segretaria impeccabile in uno studio legale, tailleur elegante, capelli in ordine, sorriso professionale. L’anello al dito luccica sempre, simbolo della mia vita perfetta. Ma dentro, brucio. Adoro quel brivido, il segreto che mi fa sentire viva. Vivo in un palazzo vecchio con doppia entrata: davanti sulla piazza, dietro una corte con garages e una porticina sulla via. L’edificio accanto ha una donna sola al piano terra, ma è il ragazzo del piano di sopra che mi osserva. Luca, 20 anni, studente, atletico. Lo so perché l’ho visto spiare dalla fessura della vecchia porta.
Quel pomeriggio di primavera, sole caldo. Marito in tribunale fino a sera. Esco in corte, peignoir rosa aperto, mules coi tacchi alti. Stendo il bucato: mutandine di pizzo nero, reggiseno push-up, una guêpière. Sento i suoi occhi. Mi giro, fingo di non sapere. Mi tolgo il peignoir, resto in lingerie: culotte trasparente, reggiseno che tende i capezzoli, portagarze con calze nere velate. Mi massaggio la crema sui seni, sulle cosce, piano, lasciva. I capezzoli si induriscono. Mi sdraio sul tappetino, ventre in giù, il perizoma che entra tra le natiche. Cuore che batte forte. E lui là, nascosto. L’eccitazione mi bagna.
La Tentazione Nascosta nella Corte
I giorni dopo, lo rifaccio. Lui arriva sempre alla stessa ora. Sento il suo respiro accelerato. Una volta, rientro presto dalla ‘piscina’ – bugia per il marito. Lo vedo: entra dalla finestra della mia cucina, volets socchiusi. Tremando, va in camera. Io aspetto in silenzio, eccitata da morire. Apro piano la porta. Lui è lì, sul letto, con le mie mutandine in mano, cazzo fuori dai pantaloni, duro come ferro. Si masturba annusando la mia guêpière.
‘Ah, ma che cazzo fai?’ dico, fingendo rabbia. Salta su, rosso, balbetta: ‘Signora Anna, io… non è come sembra…’ Io chiudo la porta, cuore in gola. Marito può tornare. ‘Hai frugato nelle mie cose? Nei miei cassetti?’ Mi avvicino, tacchi che cliccano. Lui nudo dalla vita in giù, mio reggiseno nero sul letto. L’anello brilla mentre gli poso la mano sulla coscia. ‘Ti piace la mia lingerie? Eh, piccolo voyeur?’ Lui annuisce, cazzo che pulsa. ‘Fammi vedere quanto ti eccita.’ Lo prendo in mano, grosso, caldo. Inizio a segarlo piano. ‘Shh, veloce. Mio marito…’ Mi siedo sul letto, alzo la gonna: calze grigie, portagarze. ‘Tocca.’
L’Incontro Esplosivo e il Rischio del Ritorno
Lui si inginocchia, mani tremanti sulle mie cosce. Lecca i bas, sale. Io apro le gambe: ‘Lecca la fica attraverso le mutandine.’ È bagnata, profuma di me. Gemo piano. ‘Toglile.’ Gliele sfilo, nuda sotto. La sua lingua sulla fessura gonfia, sul clitoride duro. ‘Sì, lì, succhia.’ Mi tremano le gambe, lo spingo dentro. Vengo forte, liquidi sul suo viso. Lui ansima, cazzo teso. ‘Ora scopami.’ Mi sdraio, gambe larghe. Guida il cazzo nella fica fradicia. ‘Cazzo, che stretta!’ Spinge forte, colpi rapidi. Io stringo i glutei, unghie sulla schiena. ‘Più forte, ma veloce!’ Sento l’orgasmo salire. Lui grugnisce: ‘Vengo…’ Sborra dentro, caldo, profondo. Io esplodo con lui, mordo il cuscino.
Ci rivestiamo in fretta. ‘Torna domani, ma suona.’ Bacio veloce. Esco, rientro a casa. Marito dorme sul divano. Mi lavo, profumo di sesso represso. Anello al dito, sorrido allo specchio. Il segreto mi eccita ancora. Domani, di nuovo. La doppia vita è il mio vizio.