Sono sposata da dieci anni, avvocato in uno studio importante a Milano. Vita perfetta: marito gentile, casa in ordine, amici per bene. Ma dentro di me brucia un fuoco che nessuno vede. Adoro il rischio, l’adrenalina di una scopata segreta, con l’anello al dito che sfrega contro la pelle di un altro.
Qualche settimana fa, ero in vacanza in campagna da amici. Famiglia rispettabile, grigliate, chiacchiere innocue. Loro hanno un figlio, Matteo, 18 anni. Timido, magro, con occhi che ti guardano di sfuggita. Io, a 35 anni, mi sentivo nel mezzo: non più ragazza, ma non vecchia. Lui si annoiava, lo vedevo. Gli ho chiesto dei suoi studi, dei sogni. Piano piano si è aperto, ridevamo insieme. ‘Giochiamo a tennis?’, gli ho proposto. Sorrideva, sì.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
Quarto giorno, i genitori fanno la siesta. ‘Andiamo in bici?’, gli dico. Parte entusiasta. Pedaliamo tra i campi di grano, sole che picchia. Dopo un’ora, ‘Fermiamoci’, dico. Appoggiamo le bici a un albero, ci stendiamo sull’erba. Chiudo gli occhi, vento fresco sulla pelle. Lui sembra dormire, camicia alzata, pancia liscia, giovane. Guardo troppo. Cuore batte forte. L’anello luccica al sole, ricordo mio marito che mi aspetta.
Apro gli occhi: il suo pantaloncino si tende. Una gobba cresce, il cazzo si indurisce sotto il tessuto. Dorme ancora? Mi avvicino piano. Bocca secca, fica che si bagna. Tendo la mano, tocco la bossa. Sussulta, occhi spalancati. Panico nel suo sguardo. ‘Shh…’, sussurro, mano sul petto. ‘Non dire niente.’ Lui esita, non scappa. Stringo il suo cazzo attraverso i pantaloni, lo massaggio piano. Geme piano, occhi sui miei. ‘Ti piace?’, chiedo. Annuisce, arrossisce.
Apro la zip, il suo cazzo salta fuori: lungo, fine, duro come ferro. Lo prendo in mano, lo tiro su e giù. Gland lucido, pelle che scivola. ‘Cazzo, sei grosso’, mormoro. Lui ansima. Mi abbasso, lo lecco dal basso, assaporo il sapore salato. Lo infilo in bocca, sugo piano, lingua che gira. Geme forte, ‘Oh merda…’. Succhio più forte, lo prendo tutto, gola piena. Spara, sborra calda in bocca. Bevo tutto, non ne perdo una goccia. Si accascia, trema.
L’Esplosione di Piacere e il Ritorno al Segreto
Torniamo a casa zitti, cuori impazziti. Cena in famiglia, sorrisi finti. Evito i suoi occhi, ma la fica pulsa. Vado a letto presto, ‘Sole troppo’. Sdraiata, mi tocco pensando a quel cazzo giovane. Graffio alla porta, 1 di notte. Apro: è lui, timido. ‘Entra’, dico. Chiudo, lui guarda il rigonfiamento sotto la mia camicia da notte. No, sono nuda sotto. Si siede sul letto, cazzo duro.
‘Vuoi me?’, chiedo. Mano sulla sua coscia. Mi bacia goffo, mani tremanti sulle tette. ‘Toccami la fica’, gli ordino. Dita dentro, bagnata fradicia. Lo spingo giù, ‘Leccami’. Lingua timida sul clito, poi affamata. Gemo, ‘Bravo ragazzo…’. Non resisto: ‘Scopami ora’. Si sdraia, entro a cavalcioni, fica che lo divora. Cavolgo forte, tette che ballano, anello che graffia il suo petto. ‘Cazzo, sei strettissima’, ansima lui. accelero, urlo piano, vengo forte.
Lo giro, ‘Nel culo, piano’. Lubrifico con saliva, lo guido. Entra lento, mi riempie. ‘Fa male?’, chiedo. ‘No, continua’. Pompa, io mi tocco il clito. Viene dentro, sborra calda nel mio culo. Io squirto sul letto. Sudati, abbracciati. ‘Non dire niente’, sussurro. ‘Mai’.
Parto dopo giorni di notti folli. Ogni sera lo scopavo, lo facevo sborrare ovunque. Rientro a Milano, bacio marito, lavoro. Segreto intatto. Ma ogni notte rivivo quel cazzo giovane, il rischio. Sono io: moglie di giorno, troia di nascosto. E adoro questa doppia vita.