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La Mia Doppia Vita: La Scopata Clandestina al Salone Erotica

Mi chiamo Alessandra, ho 32 anni, avvocato a Milano. Di giorno, sono la moglie perfetta di Luca, madre amorevole di Sofia, la mia bimba di tre anni. Rispettabile, con tailleur impeccabile e alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho questa doppia vita che mi consuma. Sabato scorso, al Salone Erotica alla Fiera di Milano, ho ceduto di nuovo. Dovevo fare l’hôtesse, esibirmi per un extra di soldi – l’operazione di Sofia costa cara, e Luca non sa niente. Ma è l’adrenalina, il rischio di essere scoperta, che mi fa bagnare.

Arrivo alle 9, gonna scozzese cortissima, camicetta bianca trasparente che lascia intravedere il reggiseno push-up. I tacchi battono sul pavimento, il cuore mi martella nel petto. La coda fuori è enorme, uomini affamati che mi fissano le cosce. E lì c’è lui, Matteo, 28 anni, capo della sicurezza. Alto, muscoloso, occhi che mi trafiggono. Ci siamo incrociati due mesi fa, qui stesso. Mi guarda come se fossi una puttana qualunque, ma io sento il fuoco. ‘Buongiorno, Alessandra’, mi dice con un ghigno. Io arrossisco, l’alliance pesa sul dito mentre stringo la scatola di preservativi. ‘Solo lavoro’, balbetto, ma le gambe tremano.

Il Segreto che Mi Divora

Faccio lo show: mi troneggio, alzo la gonna, mostro la figa rasata sotto il perizoma bianco. ‘Volete di più?’, urlo alla folla. Applausi, fischi. Mi spoglio piano, chemisier che scivola, tette libere che rimbalzano. Mi accovaccio, tiro fuori le palline geisha dalla fica fradicia – plop, plop, una dopo l’altra, lucide di umori. La coda impazzisce. Matteo osserva impassibile, ma vedo il rigonfiamento nei pantaloni. Il cuore mi esplode: e se Luca chiamasse ora? E se Sofia avesse bisogno di me? Ma dio, quanto mi eccita questo segreto.

Le porte aprono, la folla entra. Io nuda, afferro il sacchetto per coprirmi, ma la zip si inceppa. Piango, esposta. Matteo si avvicina, mi avvolge nella sua giacca. ‘Vieni, ti porto al tuo stand’. Camminiamo, il suo braccio intorno a me, il suo odore maschio. ‘Sei incredibile, ma pericolosa’, sussurra. Lo schiaffeggio per una battuta stupida – ‘Trova un ricco!’ – ma poi lui mi blocca: ‘Sono geloso, Alessandra. Ti voglio per me’. Mi bacia, lingue che si intrecciano, mani che scivolano.

L’Esplosione nel Buio

Ore dopo, nel retro del gogo-bar, mentre danzo sul bancone strusciandomi alla sbarra – fica che pulsa contro il metallo freddo – lui è lì. Finita la danza, mi trascina nel box privato vuoto. ‘Non ce la faccio più’. Le sue mani sotto la gonna, dita che aprono la fica bagnata. ‘Sei sposata, cazzo’, ringhia, ma il suo cazzo è già fuori, duro come ferro, lungo e venoso. Io gemo: ‘Shh, veloce… devo tornare a casa’. Mi gira, mi piega sul divanetto. L’alliance luccica mentre afferro il bordo, il suo cazzo spinge dentro, riempie la fica stretto. ‘Ahhh, sì, scopami forte!’. Pompa rapido, colpi secchi, palle che sbattono sul mio clito. Sudo, il cuore rimbomba, ‘Più veloce, Matteo, sto venendo!’. Lui grugnisce, mi stringe i fianchi, ‘La tua fica è una morsa, troia sposata’. Sborra dentro il preservativo, caldo, io squirto sul pavimento, gambe che cedono. Due minuti di paradiso proibito.

Mi rivesto di fretta, bacio umido. ‘Torna da tuo marito’, dice ridendo. Io fuggo, figa che gocciola ancora, alleanza che brilla innocente. A casa, Luca mi abbraccia: ‘Com’è andata la ‘riunione di lavoro’?’. Sorriso perfetto, ‘Bene, amore’. Sofia dorme serena. Dentro, rido: il segreto è mio, il brivido mi scalda tutta la notte. Domani avvocato, stasera puttana felice. Non smetterò mai.

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