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La Mia Doppia Vita: Lezioni di Matematica e Sesso Proibito

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono sposata da anni con mio marito, paralizzato dopo l’ictus, in sedia a rotelle. Di fuori, sono la perfetta signora Clément: casa borghese impeccabile, nonna acquisita per Francine, la nipote orfana che abbiamo accolto. Lavoro part-time, sorrisi ai vicini, alleanza al dito che brilla. Ma dentro… dentro brucio.

L’ho visto al supermercato, tra i reparti di caffè e detersivi. Jean, il nostro piccolo inquilino studente, alto, occhi vivaci. Spingeva il carrello, ignaro. ‘Ciao, locatario!’ gli ho detto, sorridendo. Francine era lì, distratta, ma io… io sentivo già il cuore accelerare. L’ho invitato al tè quel pomeriggio, senza chiedergli niente. ‘Passa dal parco, la porta-finestra è aperta.’ Lui è arrivato puntuale, con fiori. Mio marito nel salotto, Francine annoiata. Abbiamo chiacchierato, e boom: le lezioni di matematica per lei. Due volte a settimana. Perfetto. Copertura ideale.

Il Segreto che Nasce al Supermercato

Le lezioni iniziano. Jean è bravo, paziente. Mio marito assiste, felice. Francine si veste di più… provocante, ma è lui che guardo. Di nascosto. La sera, alla finestra, so che mi spia. Ballo per lui, nuda, sapendo che il suo cazzo si indurisce dall’altra parte. Ma voglio di più. Il rischio. L’urgenza.

Quel giorno, interrompo la lezione presto. ‘Jean, sali da me dopo.’ Francine sa, ghigna. ‘Non ti servono i libri lassù.’ Salgo le scale, cuore in gola. Mi siedo sulla poltrona, déshabillé trasparente, nuda sotto. Entra, rigido nella cravatta. ‘Siediti qui, vicino.’ Sento il suo respiro accelerare. Parlo di noi, dei nostri giochi notturni. Lui arrossisce, ma i pantaloni si tendono. Non resisto. Lo bacio, furiosa. Mi strappa il déshabillé, io gli slaccio la camicia. ‘Fottimi, Jean, ora!’

L’Acte Bruciante e il Ritorno alla Normalità

Lo spingo sul letto, cosce aperte, la fica bagnata fradicia. Lui entra di colpo, il cazzo duro come ferro, riempiendomi tutta. ‘Cazzo, Geneviève, sei strettissima!’ Ansimo, graffiandogli la schiena. Ogni spinta è una vendetta, un rischio folle: mio marito è giù, in camera, potrebbe sentire. L’alliance al dito luccica mentre gli afferro i fianchi, guidandolo più a fondo. ‘Più forte, scopami come una puttana!’ Sudiamo, i corpi che sbattono, il letto che cigola piano. Mi giro, a pecorina contro la porta-finestra. ‘Guarda di là, qualcuno ci vede!’ Mento, ma lui impazzisce, mi sbatte da dietro, le palle che sbattono sulla mia fica. Vengo urlando piano, la figa che si contrae sul suo cazzo, lui mi riempie di sborra calda, traboccante.

‘Idiota,’ dico dopo, delusa dalla sua fretta. Ma è finita lì. Lo mando via. Scendo, sorrido a tutti come niente. Le lezioni continuano, ma senza di lui su. Francine e mio marito sospettano, ma tacciono. Felici, persino.

Ora, la notte, non ballo più. Ma rivivo quel momento. Il segreto mi eccita da morire. Di giorno, la moglie perfetta, che cura il marito, aiuta Francine. Di sera, tocco la fica pensando al suo cazzo, all’alliance che sfregava la sua pelle. Il brivido di quasi essere scoperta… Dio, voglio di più. La doppia vita mi fa viva.

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