You are currently viewing Confessione: La Mia Doppia Vita con l’Amante Prete

Confessione: La Mia Doppia Vita con l’Amante Prete

Mi chiamo Maria, ho 42 anni, sposata da vent’anni con un uomo burbero che lavora tutto il giorno. Sono la tipica moglie italiana: casa pulita, messe domenicali, figlio da accudire. Serge, il mio piccolo, ha diciannove anni, studia per diventare avvocato, ma è fragile, nervoso come una ragazzina. Sta sempre chiuso in camera sua al secondo piano, a leggere. L’abbé Christian Faujas, il nostro inquilino di fronte, gli fa da tutor. Latino, greco, storia della Chiesa. Io sorrido, annuisco quando mio marito brontola: ‘Quel prete lo rende effeminato’. Ma dentro di me… dio, il cuore mi batte forte solo a pensarlo.

È iniziato tutto innocente. Serge raffreddato dopo un temporale, a letto con la febbre. Io gli porto brodo, tisane. L’abbé viene a visitarlo, resta ore. ‘Sta meglio, vero padre?’, dico dalla porta. Lui mi guarda con quegli occhi scuri, forti, da uomo sotto la tonaca. Un giorno mio marito è fuori, Rose la cuoca al mercato. Io entro in camera di Serge per cambiare le lenzuola. L’abbé è lì, seduto sul letto. ‘Maria, vieni, parliamo’. Serge dorme, o finge. Le nostre mani si sfiorano. Io arrossisco, il mio anello nuziale brilla contro la sua pelle calda. ‘Non dovremmo…’, mormoro. Ma il desiderio mi mangia viva. Da settimane lo sogno, quel corpo alto, muscoloso nascosto dalla veste nera.

Il Segreto che Mi Divora

Esco, ma lui mi segue sul pianerottolo stretto. ‘Maria, lo sai che ti voglio’. La porta della sua stanza è aperta, casa vuota. Entro, cuore in gola. ‘Solo un minuto, prima che tornino’. Chiudo la porta, le gambe tremano. Lui mi bacia, rude, affamato. Le sue mani sotto la gonna, sulle cosce. Io gemo piano, ‘Christian… mio marito…’. Ma gli slaccio la tonaca, la camicia. Il suo cazzo è già duro, enorme, il glande rosso che cola pre-sborra. Lo tocco, lo stringo. ‘Dio, quanto è grosso’, sussurro colpevole, eccitata da morire.

Mi inginocchio, come una puttana. Lo prendo in bocca, lo lecco dalla base alla cappella. Sa di uomo, di sudore proibito. Lui geme, ‘Brava Maria, succhialo tutto’. Glielo infilo in gola, lo branlo veloce. Le palle pesanti contro il mento. Il mio cuore martella, ogni secondo rischio: Rose potrebbe bussare, Serge svegliarsi. Ma questo mi fa bagnare di più. La fica mi pulsa, fradicia sotto le mutande. Lui mi tira su, mi strappa le calze. ‘Sdraiati sul letto, troia mia’. Mi sdraio nuda, l’anello al dito che luccica sul suo cazzo mentre lo cavalco. Entro su di lui, piano, oh cazzo… mi riempie tutta. ‘Più forte!’, ansimo. Lo scopo urlando dentro, i seni che rimbalzano, il suo uccello che sbatte dentro la mia fica stretta.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

‘Vengo, Christian!’, gemo. Lui mi afferra i fianchi, pompa selvaggio. ‘Prendilo tutto, Maria!’. Sborra dentro di me, caldo, viscoso, fiotti che mi inondano. Io vengo con lui, spasmi violenti, unghie nella sua schiena. Sudati, ansimanti. Guardo l’orologio: cinque minuti, un’eternità di peccato.

Mi rivesto di fretta, bacio la sua bocca. ‘Devo andare da Serge’. Scendo, sorrido a Rose che torna. ‘Tutto bene, signora?’. ‘Sì, cara, il brodo è pronto’. Mio marito rientra, mi bacia la guancia. ‘Com’è il ragazzo?’. ‘Meglio, grazie all’abbé’. Dentro, la fica ancora gocciola il suo sperma, l’anello appiccicoso. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo segreto è la mia droga. Domani… chissà. Il brivido di rischiare tutto per un cazzo divino mi fa sentire viva. La doppia vita? Non la cambierei per niente.

Leave a Reply