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La mia doppia vita: il trio proibito nel salotto di casa

Dio, il cuore mi batte ancora forte mentre ci penso. Sono una donna rispettabile, eh? Capo del reparto finanze in una grande azienda, sposata da dieci anni con Marco, uno scrittore tranquillo. Domenica pomeriggio, casa nostra invasa dalla mia team per preparare l’OPA sul concorrente. Tutti quei giovani dinamici, laptop ovunque, io in tailleur stretto che mi fascia le curve. Marco borbotta in cucina, Rex il nostro yorkshire lo guarda con pietà. ‘Lascia il lavoro a lavoro’, gli avevo promesso, ma eccoli qui, nel mio salotto.

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Rodolfo, il mio adjoint, mi fissa. Occhi che scivolano sul décolleté. Sorrido, apro un po’ la giacca. Sento l’alliance al dito, fredda contro la pelle calda. Marco mi lancia un’occhiata, sa tutto. O quasi. Fuori sono la manager perfetta, dentro… una troia che ama il rischio. La team se ne va piano piano, resto sola con Rodolfo. ‘Chéri, un ultimo drink?’, gli dico, la gonna che sale sulle cosce. Marco rientra, finge sorpresa. ‘Servici un whisky?’, gli chiedo, la mano già sulla coscia di Rodolfo.

La tensione che sale in casa

Sento il suo cazzo indurirsi sotto i pantaloni. ‘È duro?’, domando a Marco, il cuore in gola. Lui annuisce, si avvicina. ‘Verifica’. La sua mano lo tocca, io bevo, eccitata da morire. Il segreto ci brucia dentro. ‘Apri il mio chemisier’, sussurro. Marco obbedisce, i miei seni saltano fuori, capezzoli duri. Rodolfo ansima. ‘Toglilo i vestiti’, dico a Marco. Lui spoglia Rodolfo, quel cazzo grosso, venoso, eretto. Bello. Poi mi sfila la gonna, resto con le calze e i tacchi. Mi sdraio sul divano, apro le cosce. La mia fica rasata luccica, bagnata.

‘Rodolfo, mi vuoi scopare?’, gemo. ‘Da quanto?’. ‘Dal primo giorno’. Rido, un po’ colpevole. Marco guarda, eccitato. ‘Descrivimi la sua cazzo’, chiedo a lui. ‘Grosso, gland gonfio…’. Infilo un dito dentro di me, sudo. ‘Non ce la faccio più! Scopami!’. Rodolfo si inginocchia, il suo cazzo preme sulla mia fessura. Spingo i fianchi, entra. ‘Cazzo, sì! Forte!’. Mi martella, le palle che sbattono, io urlo piano, paura che i vicini sentano. ‘Aspetta, fai durare’, ansimo. Esce, lucido dei miei succhi.

L’esplosione di piacere proibito

‘Toglilo i vestiti a Marco’. Rodolfo lo spoglia, mano sul suo petto. ‘Siete belli’. Io li tiro verso i miei seni. ‘Succhiate’. Le loro bocche, lingue sui capezzoli, mi fanno impazzire. Gemo, mi tocco la fica. Rodolfo mi infila due dita, Marco lecca. Poi Rodolfo prende la mia testa, ‘Succhia’. Lo ingoio, gola profonda. Marco guarda, poi lo fa anche lui. Le nostre lingue sulla sua asta, saliva che cola. ‘Adoro questo’, sussurro.

Mi metto in ginocchio, succhio Marco mentre Rodolfo mi lecca il culo. ‘Lingua dentro!’. Mi divora, poi mi incula. ‘Cazzo, sì!’. Esce, si siede. Io monto Marco, la sua cazzo nella fica, e Rodolfo mi entra nel culo. Doppio, piena. L’alliance luccica mentre mi muovo, mani sui loro cazzi. ‘Sto venendo!’, urlo. Loro esplodono, sborra calda su di me, in bocca. Lecchio tutto, tremante.

Rodolfo se ne va dopo, ‘A domani, capo’. Marco mi bacia, ‘Sei pazza’. Puliamo, cena normale, Rex ci guarda. Fuori sono la moglie perfetta, dentro… questa fiamma. Il segreto mi fa bagnare ancora. Rischio tutto, e adoro. Domani ufficio, come se niente. Ma sotto il tailleur, ricordo ogni spinta.

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