Dio mio, non so nemmeno da dove iniziare. Sono Lucia, 52 anni, sposata da vent’anni, madre di tre figli grandi, e qui nel nostro paesino in Umbria sembro la donna perfetta: consigliera comunale uscente, sempre elegante, jupe dritta nera, camicetta bianca, trucco discreto. Rosso sulle guance, un tocco di magenta sulle labbra carnose. I vicini mi vedono come la roccia del sindaco onesto contro quei reazionari del primo assessore. Ma dentro… dentro ardo. Mio marito, dopo l’operazione alla prostata due anni fa, è un’ombra. Niente più sesso, solo infermiera e depressione. Io ho 52 anni, non sono ménopausa, e studio mediche dicono che senza sesso rischio tumori. Ho bisogno d’aria, di rischio.
Oggi, elezioni comunali 2008 a otto mesi. Ho invitato Gianni e Marco a casa, in gran segreto. Parità oblige, servono candidate donne. Gianni è ambizioso, Marco il mio amico fidato. Marito al lavoro, casa vuota. Li accolgo con caffè, sorrisi. ‘Discutiamo qui, mio marito non sa tenere segreti, il paese saprebbe in un quarto d’ora.’ Cuore che batte forte mentre verso il caffè. Indosso la mia gonna che tira sulla culla larga, seni pesanti che ondeggiano sotto la camicetta semi-trasparente. Vedo i loro sguardi. Scendo i tre gradini per la cucina nuova, mi accovaccio per le tazzine. Sento occhi su di me. Da sotto, Gianni finge di allacciarsi la scarpa, vede le mie cosce muscolose, la lisière dei collant color carne, le giarrettelle nere larghe, la mutandina gialla canarino tesa sul monte di Venere. La fessura lunga che ingoia il tessuto. Arrossisco, ma l’adrenalina mi bagna.
Il Segreto che Inizia tra Caffè e Sguardi Vietati
Offro mirabelle artigianale. Gianni suda, io sbottono la camicetta per le vampate. ‘Non chiedete di mio marito, non ha voce in capitolo.’ Parlo della mia vita morta, del sesso finito. Silenzio. Gianni: ‘Che spreco, sei stupenda, quel culo tondo, quelle tette maestose.’ Minuetto, ma sorrido colpevole. ‘Per una causa umanitaria contro il cancro…’, dice Marco alzandosi. Bottoni aperti, reggiseno giallo, seni liberi che cascano pesanti, capezzoli scuri. Gianni li impugna, li succhia come assetato. Io gemo piano, mano nei suoi capelli. ‘Vita breve, vivetela’, dico a Marco, che esita. L’anello nuziale luccica mentre tocco il cazzo di Gianni attraverso i pantaloni.
Mi gettano sul divano. Gianni mi strappa la gonna, mutandina gialla giù alle cosce. ‘Cazzo, che figa bagnata’, dice Marco infilando dita nella mia fessura pelosa, umida, profonda. Io spalanco le gambe sui braccioli, giarrettelle tese. Gianni in ginocchio mi lecca il culo, lingua nel buco stretto. Gemo forte, ‘Sì, lì, porci!’. Prendo il cazzo di Marco in bocca, lo ingoio fino in gola, salato, duro. Alterno, succhio l’uno mentre masturbo l’altro. ‘Andiamo in camera’, ansimo, afferrando preservativi dal cassetto. Sali le scale, culo nudo che trema, loro dietro.
L’Esplosione del Desiderio: Sesso Crudo e Senza Freni
A metà scala, Gianni mi afferra le caviglie, le apre. Lingua nella figa, dita nel culo. ‘Ah, uomini…’, rido eccitata. Marco tra i seni, cazzo che scivola. Camera in disordine, letto sfatto. A pecorina, succhio Marco mentre Gianni mi incula piano, ‘Stretto, cazzo!’. Geme, pompa. Si svuota con urlo, preservativo pieno. Ora Marco mi gira, mi spalma miele sul culo – ‘Lubrificante naturale’. Mi sodo io, cavalcandolo sul tappeto. Cazzo dentro il buco elastico, 10 cm, su e giù, tette che ballano. Gli strofino il clitoride, vengo in spasmi. Lui esplode, io lo pulisco con bocca, ‘Più salato di mio marito’. Gianni mi prende la figa, forte, mentre lecco Marco. Orgasmo multiplo, figa che stringe, culo che pulsa.
Suona il campanello. Sorelle della carità! Io in vestaglia, collant e tacchi, reggiseno al lampadario, mutandina in tasca di Gianni. ‘Grazie sorelle, no grazie.’ Cuore in gola, ma segreto salvo. Loro se ne vanno ridendo sotto capezzale. Torno a casa ‘normale’, cena con marito, sorrisi. Ma dentro, figa dolorante, ricordo il rischio, l’anello che sfregava cazzi altrui. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani? Chissà, la doppia vita mi chiama.