Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da dodici con Luca, un ingegnere gentile, due figli piccoli, casa perfetta a Roma, lavoro come capo marketing in una multinazionale. Di giorno sono la donna impeccabile: tailleur, riunioni, sorrisi professionali. L’anello al dito brilla, tutti mi invidiano. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho bisogno di quel brivido, il rischio di essere scoperta, il cuore che martella mentre faccio cose da puttana.
Sabato sera, Luca è via per lavoro. Invito due amiche, Martina e Sofia, nel nostro appartamento vicino al centro. Festa leggera, vino, chiacchiere. Arriva anche Matteo, un vecchio compagno del liceo di Martina. Nerd totale: due metri, centotrenta chili, occhiali spessi, pancione, braccia da orso. Sempre gentile, zero pretese, il classico amico della friendzone. La serata finisce, Martina fila via con un tizio, Sofia si addormenta ubriaca nella stanza degli ospiti. Io, un po’ brilla, giro per casa raccogliendo bicchieri. Sento i gemiti dalla camera di Sofia? No, era Martina prima. Io ho una voglia matta. Guardo Matteo, addormentato sul divano. Non è bello, ma… una fica ha bisogno.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
Titubante, mi avvicino. Cuore che batte forte, l’anello che sfrega la pelle. ‘Matteo… ehi.’ Lo scuoto. Apre gli occhi, confuso. ‘Voglio… voglio succhiartelo. Ho troppa voglia di una cazzo in bocca. Non importa se è piccolo, solo per scaricare.’ Lui balbetta: ‘Che? Elena?’ Ma le mie mani già slacciano la cintura. Tiro giù pantaloni e boxer. Plop. Cazzo… oh merda. Non piccolo. Un mostro: lungo come un avambraccio, grosso alla base, veine gonfie, cappella rossa minuscola in cima, palle pesanti. Mi tremano le dita mentre lo afferro. Caldo, duro come ferro. ‘Porca puttana, Matteo… questo è un missile.’ Lui ansima: ‘Elena, tuo marito…’
‘Zitto. Solo succhio e basta.’ Lo prendo in bocca, non entra tutto, branlo con due mani. Sa di uomo, salato, pulito. Lui geme piano, mani nei miei capelli. Sento l’anello freddo contro la sua coscia calda. Urgenza totale: devo finirlo prima che Sofia si svegli o Luca chiami. ‘Vieni in camera mia.’ Lo trascino, lo butto sul letto king-size. Mi levo la gonna, mutande bagnate. Sofia russa di là, rischio alto. Mi metto sopra, ma no: prima lo finisco. Succhio forte, lingua sul freio, palle in mano. Lui: ‘Elena… sto… ah!’ Sborra densa, cremosa, mi riempie la bocca, cola sul mento. Ne ingoio metà, tossisco eccitata. Io vengo solo dal sapore, figa che pulsa.
L’Esplosione del Piacere e il Ritorno al Segreto
Ma non basta. ‘Scopami ora.’ Mi sdraio, gambe aperte. Lui esita, ma il cazzo si riaccende. Entra piano: la mia fica si apre, piena, tocca fondo. ‘Dio, è troppo… ma sì, spingi.’ Mi bacia goffo, pancione sul mio ventre. Io graffio la schiena, ‘Più forte, cazzo!’ Lui accelera, colpi profondi, letto che cigola piano. Sudo, cuore impazzito: e se Luca torna presto? O Sofia entra? Adrenalina pura. Gemo: ‘Riempimi, sborra dentro!’ Lui ruggisce, pompa, mi bagna le tette col resto. Io squirto, tremante, unghie nei suoi fianchi.
Finito. Ansimo, puzza di sesso. Lo pulisco con la lingua, leccando il mix nostro. ‘Vattene ora, prima che tornino.’ Lui si riveste, bacia fronte: ‘Grazie, Elena.’ Esco con lui, aria fredda sulla pelle appiccicosa. Torno dentro, docci veloce, lenzuola cambiate. Sofia si sveglia: ‘Notte folle eh?’ Sorriso innocente: ‘Sì, un po’ di vino.’ Marito chiama: ‘Tutto ok amore?’ ‘Perfetto.’ A letto, figa ancora gonfia, ricordo il mostro. Colpa? Poco. Eccitazione totale. Domani manager, stasera troia segreta. Non vedo l’ora della prossima.